Dopo i braccialetti ecco gli orologi

Una degli aspetti più marginali ma forse da non sottovalutare della pulsione al farsi media è stata la moda dell’estare di portare i braccialetti di gomma da polso. Diffusissima fra i giovanissimi la moda non ha mancato di contagiare anche gli adulti. Sui braccialetti, per chi avesse vissuto sulla luna, sono marchiati dei brevi messaggi. Da LIVESTRONG lanciato dal ciclista americano Armstrong per finanziare la sua fondazione per la ricerca contro il cancro a RESPECT a SAVE THE WORLD e via via tutti gli altri. Anche questo è un segno dell’aver interiorizzato la logica dell’osservazione di secondo ordine.

Sembra che ora qualcuno abbia deciso di sfruttare la stessa logica del braccialetto per gli orologi. In pratica questa gamma di coloratissimi orologi, quando tenuti in veriticale, non mostrano l’orario corrente bensì un messaggio scorrevole personalizzato a seconda del colore dell’orologio. Quindi nero è “Save the Earth”, bianco è “World Peace; No War”, giallo è “Save the Forest”, grigio è “To be Great is to be Simple”, e via dicendo. Il prezzo di questi oggetti non parte dai 149 dollari.

Hurricane Katrina

Lo scrivo prima a scanso di equivoci. L’uragano Katrina che si sta per abbattere sulla città di New Orleans sarà ricordato come uno dei maggiori eventi mediali della rete.
Basta vedere i top search di Technorati dell’ultima ora:

  1. “New Orleans”
  2. Hurricane

CNN ha in home page link come Citizen journalist video o File citizen journalist stories.

Questo post dimostra anche la capacità di auto-irritarsi tipica di questi network. E’ successo con lo tsunami, è successo con il Live Aid. Dopo ogni evento di questo tipo si genera una quantità di buzz incredibile non tanto sull’evento ma su come il network ha reagito all’evento.

Ad un certo punto il buzz diventa l’evento stesso ed il network reagisce a se stesso.

Fumo o chiamo?

Secondo il report di una ricerca realizzata dal governo giapponese ci sarebbe un rapporto di correlazione negativa fra uso del cellulare e fumo nelle abitudini dei giovani giapponesi (13-18 anni). Il report ne fa una questione economica: se ho in media $55/65 al mese e spendo fra i $36/55 per le chiamate non mi rimangono più soldi per comprare le sigarette. Un precedente report indicava inoltre come un fattore di competizione fumo/cellulare anche la natura sociale di queste pratiche che vengono spesso svolte in pubblico per dare l’idea di essere impegnati in qualcosa di “smart, chic and adult”.

[Via Engadget]

Komikazen

La realtà del fumetto non ha a che fare solo con astratte costruzioni di mondi immaginari e con superoistiche reinvenzioni del quotidiano. La realtà del mondo entra nelle trame della letteratura disegnata in modo sempre più pressante. Si veda ad esempio L’Uomo Ragno- 11 Settembre 2001 di J.Michael Straczynski e John Romita jr. dove i supereroi Marvel mostrano la loro impotenza di fronte alla tragedia – celebre è la domanda rivolta da uno dei sopravvissuti al supereroe “”Dove eravate? Come avete potuto permettere che tutto questo accadesse?”.
O il punto di vista “esterno” di Art Spiegelman con L’ombra delle torri dove le risposte agli eventi stanno nella visione di un fumettista di New York che miscela la memoria personale a quella dell’immaginario a fumetti rifugiandosi nelle forme di classici delle strisce disegnate come Little Nemo, Bibì e Bobò, Aribaldo e Petronilla.
Oppure abbiamo una nuova direzione forte di un fumetto che accoglie l’urgenza di raccontare il reale, con taglio spietatamente giornalistico o personale, impegnato e talvolta radicale. Come i reportage a fumetti di Joe Sacco sulla Palestina contemporanea.
Ecco allora nascere una nuova funzione che altri media come la fotografia non possono più coprire. Nel momento in cui la manipolazione dell’immagine diviene una costante “il fumetto, nel suo essere comunque stilizzato, antirealistico e interpretativo per natura e tradizione, permette quel benefico distacco che gli dà la possibilità di narrare storie molto scomode e crude denunciando in anticipo la soggettività della narrazione.”
A partire d questi presupposti nasce il Festival internazionale del fumetto di realtà . Fumetto di realtà non è un ossimoro ma la consapevolezza che l’osservatore costruisce la realtà.