Conversazioni con Dio

 

Può capitare che durante una serata sul web, tra un aggiornamento di Facebook e uno di aNobii, complice una amica su twitter, incontri Dio, o meglio: IGOD.

Il programma è semplice, funziona come una IA solipsista che utilizza parte della tua grammatica e una riserva di frasi a tema preimpostate (vedi alla voce Eliza).

Eppure c’è comunicazione: l’effetto è dato dall’emergenza dello scambio interattivo tra te e Lui.
Chattare con Dio (e come ricorda una sorta di exergo a monito nella pagina di ingresso: IGod is meant to be used for fun. A sense of humor is recommended) è un’operazione di (auto) analisi che svela molte cose, che dipendono, comunque, dall’osservatore. Ed è un buon modo per capire la dimensione di autoreferenza della comunicazione.

A me è capitato di porre a Dio alcune domande fondamentali sul suo operato e dio ha risposto così: “Myself programmed me for it.”

Dopo un po’ di altre domande e risposte ho rischiato di trovare risposta a tutte le domande sulla natura di Dio in questo modo:

Me: you are a machine
God: You are correct.

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5 pensieri su “Conversazioni con Dio”

  1. @luca se dai come risposta 42 IGod ti propone la domanda che è sempre la stessa:
    Me: 42
    God: The question is: what is the meaning of life?

    @hertz anche a me ha risposto così, tendo quindi a pensare che sia vero ;-)

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