Amore 2.0: microstoria di sesso e linden

 secondsex

Original from MySecondlife.it 

Amore 2.0. E’ il modo di raccontare le possibilità evolutive della semantica dell’amore come passione.

Pensate l’amore come un mezzo di comunicazione generalizzato simbolicamente, cioè come un modo di codificare e fare circolare la comunicazione attorno alla sfera di intimità delle persone, a quella dimensione profonda che diviene “visibile” grazie a regole che consentono di esprimere, formulare e simulare sentimenti.

L’amore 2.0 è il modo che oggi ha il medium dell’amore di trovare modi nuovi, diversi e mutanti di esprimere, formulare e simulare sentimenti. Nella comunicazione. Facendosi comunicazione. SMS, MMS, IM, chat, conversazioni con webcam, video postati su YouTube, sati da cambiare su Faceboock… fino alle forme neocorporee simulate nel metaverso.

Un lato osservato passa per le pratiche connesse alle liturgie matrimoniali di cui abbiamo accennato qui.
Ma esistono anche altre forme. E non pensate sempre a ciò che avviene nel metaverso come qualcoa di sconnesso e a parte rispetto alla RealLife. I piani si intrecciano. Alcune logiche e linguaggi convergono (l’economia, ad esempio). Come dire: non ci sono “due” semantiche dell’amore, ma una che si sta traformando, che evolve e che trova nelle nuove possibilità di raccordo per la comunicazione offerte oggi un modo di esprimersi, formulare, simulare sentimenti.

Per riflettere vi lascio una storia che mi ha regalato Asian (amico e avatar) che contiene molti elementi utili.

Girovagando nelle land* sconosciute e misteriose mi è capitato un dialogo davvero divertente.
Parla di sesso, soldi e amore (forse di quello poco).

Gironzolando in uno shop di oggetti free [...] mi si avvicina un Avatar avvenente sculettando e comincia a chattare con me in IM. Subito non la noto.
Mi sono messo nei panni del giornalista, dell’antropologo e ho osservato partecipando fino dove ho potuto.
Ho fatto anche il finto tonto per vedere fino dove si sarebbe spinta (non sono così pirla). Vedrete. Ho trascritto il contenuto modificando alcuni termini per evitare che venga identificata la persona e il luogo. DH sta per desperated housewife, come si è definita, mentre gli asterischi indicano il luogo generico.

DH: hi
DH: how are you?
DH: please stap
DH: i like to talk to you
DH: where are you from?
DH: no answer?

AL: hi! Sorry, I was busy
DH: No problem, I asked you come from? I am Italian
AL: anche io. Io chatto da Bologna e tu?
DH: Ah bene, tanta fatica per niente
DH: io vengo da città*, ma ora vivo in estero*
DH: cosa ci fai qui?
AL: girovago ero andato nella land* qui accanto e mi guardavo intorno
DH: Io faccio la Escort
AL: ahhhhh capitoooohhh
DG: ho casa mia e guadagno bene
AL: ma dove in estero* o in SL?
DH: qui solo per rimorchiare il sesso, a casa ho un letto con 100 posizioni
AL: e ci guadagni per stare bene in SL o anche nella RL?
DH: solo in SL, in estero* sono una casalinga. Disperate Housewife!
DH: se hai lindens ti faccio provare il mio letto
AL: io povero: no lindens!
DH: no lindens no sex
AL: ah ah!
DH: E’ la regola della profesione.
DH: quelle gratis sono tutte maschi e gay; credi di fotterle e ti fottono loro così si procurano loro il piacere
AL: ma scusa… ma che sesso è?!
DH: il sesso virtuale?
AL: si capisco virtuale ma che sesso è?
DH: non hai capito niente
DH: se lo fai bene e con la persona giusta è meglio del reale
AL: dici?
DH: bisogna sapere come si fa
DH: io te lo posso insegnare a casa mia, vieni
DH: senza impegno, io sto aspettando un cliente americano che viene tra un’ora
DH: ti tippo
AL: resta il fatto che sono povero e senza soldi
DH: ti spiego solo
AL: vediamo dove si va dai tippami

Arrivo nella sua home, è sdraiata sul letto, pieno di palle colorate, e mi dice dice:
DH: ora clicca la palla blu
DH: non quella l’altra
DH: si quella
Asian Lednev si trova sdraiato al fianco che abbraccia l’avatar escort.
DH: allora ti spiego, SL è una fantasia erotica che ti può eccitare
DH: ma l’orgasmo lo ottieni solo in RL
DH: e con la masturbazione al culmine del piacere o con la tua ragazza che ti fa qualcosa mentre guardate SL
AL: comincio a capire
DH: molti si eccitano così per farlo meglio con la moglie o la ragazza
DH: io con la mia amante francese

Provandoci fino in fondo:
DH: perché sono bisex
DH: ora lei per esempio mi sta leccando la figa
DH: e mi fa godere mentre tu mi abbracci
AL: capito
DH: ci eccitiamo tutti e tre e l’orgasmo è migliore che senza SL capito?

A me viene in mente invece il film “America oggi” di Altman dove una Disperate Houswife fa da mangiare alla famiglia e contemporaneamente mugola la telefono. Mi diverto, sì, ma eccitarmi?
DH: ora se sei senza soldi applico la regola
DH: no money no sex
AL: no interesting, no money, no problem
DH: fin qui era tutto gratis, ora smamma che arriva l’americano
DH: ricco

Cosa avrà voluto dire?

AL: vado, comunque mi sono divertito a chiacchierare con te
DH: vedi cosa ti perdi?
AL: sì, una simpatica Housewife

Lei risponde fraintendendo:
DH: No in RL niente, ho già marito e amante che mi basta
DH: mi fa godere meglio di mio marito
AL: ho piacere per te
DH: solo una donna sa come dare piacere ad un’altra donna
AL: nulla da dire in contrario, lo stesso lo direi per gli uomini ma non mi piacciono proprio
AL: ti saluto e ti lascio lavorare
DH: ciao
DH: tortello

Non conoscendomi e non sapendo che la forma del tortellino sotto le feste è puntualmente arrivata le dico:
AL: Ah ah, vedi che dopotutto ti piaccio? Ah ah!
DH: si ma sei senza soldi… preferisco i ricchi americani, non lo faccio per amore ma per soldi
DH: sorry
AL: si ma vedi, quello che conta in SL credo si comunicare e conoscere e io e te “lo abbiamo fatto” di conoscerci e di comunicare senza che io ti abbia dato alcun linden. Capito come la penso?

Passa qualche secondo e mi dice:
DH: giusto, ma nel frattempo arriva l’americano.

Cronache di un divorzio annunciato: l’esperienza del matrimonio in SecondLife

Osservare la realtà di SL significa anche avere a che fare con le forme “istituzionali”, proposte come feutures dal mondo. E con le forme di appropriazione da parte degli utenti/avatar.
Come la possibilità di matrimonio. La cosa potrà sembrare irrilevante, ma teniamo conto che un analista della Gartner ha previsto che entro il 2015 il 2% dei cittadini US avrà sposato nei mondi online persone che mai ha incontrato, con ricadute sui diritti coniugali dal forte impatto sociale.

Su SecondLife il matrimonio è riconducibile ad una forma contrattuale a basso costo risovibile con una richiesta fatta da un avatar e accettata da un altro. Ma con contenuti simbolici tutti da esplorare.

Sperimentazione: casa di bambola

L’esperienza di osservazione parte da storie vicine, dalla sperimentazione di due amiche dell’UA:

Clarita Laville: senti ma tu t 6 mai sposata in sl?
Velas Lunasea: no e non ci penso nemmeno ;)
Clarita Laville: io sono solo curiosa di sapere cme funziona
Velas Lunasea: credo che devi solo trovarti il partner e indicarlo nello spazio nel profilo
Clarita Laville: e se m voglio sposare con 1 femmina?: è possibile?
Velas Lunasea: ah … non so ;) proviamo? ;) ahahahah

La forma ludica, quella che mette “in gioco” gli avatar… come dice Clarita:

paragono SL al gioco delle barbie, ogni persona ha una barbie o un ken che è il proprio avatar, solo che invece di giocare in una casa delle bambole di plastica, si gioca in un contenitore virtuale. Le barbie e i ken parlano per noi

Velas e Clarita definiscono il contratto fissando una data di recessione (divorzio) da lì a pochi giorni.

 Original from http://www.clarita.it

Una delle cose interessanti è che Velas e Clarita hanno “giocato” la relazione matrimoniale in modo intimo, pubblicizzandola a cose fatte, prima su twitter (luogo di esposizione a cerchie amicali più ristrette) poi attraverso due post e infine con i rispettivi partner.

Il grande “rito di passaggio” sarà quindi il divorzio, con tanto di avatar/avvocati e festa di celebrazione.

Velas Lunasea: si deve organizzare bene il divorzio
Clarita Laville: si, una bella festa
Velas Lunasea: con tanto di scene di geolosia e tutto il resto
Clarita Laville: e l’avvocato?
Velas Lunasea: da donne isteriche
Velas Lunasea: ci penso io, chiedo a night
Clarita Laville: ed io?
Velas Lunasea: avvocato in comune, divorzio consensuale ;)
Clarita Laville: e no… se no ke divorzio è anke gli avvocati devono litigare

Tradizione: dare forma ai sogni

Ma la forma rituale più diffusa è ovviamente la celebrazione del matrimonio che in SecondLife unisce la dimensione simbolica ad un carico di produzione di immagine/immaginario che richiede, spesso, l’intervento di professionisti.

Kande Knox è una wedding planner e si occupa di dare forma dentro a SecondLife alle vostre scena da un matrimonio:

Weddings in SL are very similar to those in RL in that they are a detailed team event. I meet with my potential clients personally and discuss their dream wedding ideas. Working from the client requests and our personal discussions I try to visualize the ceremony they envision. Then I devise a strategy to pull together all of the elements the couple wants in their perfect wedding in order to achieve their magical day. So far I seem to be successful at this.

[...] I treat and respect each and every wedding as a union made of real love. Finding a way to honor and interject the couple’s beliefs and values into the ceremony is my goal.

Original  from A Wedding Setup by Kande Knox

Il matrimonio/metafora, un come se fosse di quello in RL; rito di passaggio dell’abitare il metaverso e della costruzione di relazioni che porta a dare consistenza “tradizionale” ai rapporti – pur nell’anomalia della condizione di esistenza.

Anche la ricerca di una cerimonia “prossima” ha portato a sviluppare servizi, come l’Italian Dream Wedding di Spenny e Valery Benelli:

L’idea è nata quando io e Valery Benelli (mia moglie in s.l.) abbiamo deciso di unirci in matrimonio qui in Second Life. Dopo una accurata ricerca, ci siamo resi conto che non esisteva un posto dove sposarsi con il rito prettamente italiano, completo di tutto quello che potesse servire per festeggiare degnamente l’evento e per rendere il più indimenticabile possibile un giorno così importante.

La declinazione del rito in forma vicina ai celebranti, la normalizzazione dell’ececzionalità dell’esperienza della seconda vita la dice lunga sul cotenuto simbolico esercitato.
 

Scene da un matrimonio

Il carico di simbolico di un matrimonio su SecondLife si combina con il portato per l’immagine e con la memoria mediale degli eventi esercitata nella RL. Non mancano dunque gli album fotografici pubblici che su Flickr mostrano bouquet, damigelle d’onore, abiti bianchi, strascichi faraonici, cavalieri inginocchiati, il “può baciare la sposa”, il ballo, ecc.; così come i video con post montaggio audio delle muische quelli che trovate ad esempio su YouTube… anche qui: dal lancio del bouquet al bacio (anche gay) di coppia.

[YouTube=http://www.youtube.com/watch?v=DZthgFAZl5M]

Tra i più visti un montaggio di snapshot:

[YouTube=http://www.youtube.com/watch?v=aeK0qYEDoYE]

Terapia: infedelmente fedeli

C’è chi come Arianna Huffington - blogger e columnist – vede nelle possibilità matrimoniali della seconda vita una forma terapeutica per la sopravvivenza di matrimoni da prima vita: vie di fuga che consentirebbero di mantersi infedelmente fedeli, risolvendo così in un ossimoro tra vita artificiale e vita reale i turbamenti emozionali.

lot of people who want to explore different possibilities, they can now do it in Second Life instead of, say, leaving their wife — fulfilling some other fantasy. Why not experiment? I think Second Life will save marriages.
 

Il presupposto terapeutico starebbe, credo, nel fatto che si giochi su piani di autenticità diversi. Ma siamo sicuri che, ad esempio, amare in SecondLife sia un’esperienza così priva di significato?

Love is in the Air 

Per chi vuole approfondire, una bella ricerca sull’amore nei mondi online la trovate qui.

Forme becere dell’immaginario 5

Autorizzato dalla ideatrice proseguo nel mio blog la serie “Forme becere dell’immaginario” (l’ultima la trovate qui), invitando, come fosse un meme, chi vuole, a proseguire. Unica regola: continuare la numerazione.

L’immaginario contemporaneo produce forme perfettamente sincronizzate con l’evoluzione della comunicazione mediale e con le possibilità da essa aperte. Capita che spesso anche le nuove forme attingano alla parte mainstream, scarsa di capacità innovativa o che si adagino sul banale e scontato, talvolta rimandano al più sublime “pecoreccio”.

Sotto Natale neanche SecondLife si esime, come potete vedere nella foto.

Babbe Natale in SecondLife

Babbe Natale in sinuosa danza “al palo” con barattolone per mettere linden. Neanche Tony Soprano nel suo club era arrivato a tanto.

Sulla riproduzione di un’immaginario stereotipizzato della figura femminile in SL c’è da riflettere.

Uscite dal mondo

 

Ieri sera nel programma “C’era una volta” su Rai3 abbiamo assitito ad una docufiction dal titolo “Un’altra vita è possibile” il cui oggetto è ben spiegato dalla voce fuori campo e fa più o meno così:

Il mondo parallelo di Second Life e di altri luoghi della Rete similari cresce a ritmi esponenziali e con esso l’universo dei giochi di ruolo. Un esercito di occidentali spende parti sempre più importanti del proprio tempo a costruirsi nuove identità tanto lontane da quelle vissute nella propria quotidianità da lasciar immaginare una fuga, un vero e proprio esodo da una realtà ritenuta grigia ed infelice.

L’ipotesi è quella delle “uscite dal mondo” (banalizzazione delle raffinate riflessioni di Elémire Zolla in piena epoca di euforia da Virtual reality) declinata attraverso le forme di allontanamento dalla realtà e dalle relazioni sociali con un pizzico di fascino perverso. Insomma: MySpace per gli adulti style.

Gli argomenti trattati sono stati – ne cito alcuni ed in ordine sparso:

Hikikomori, fenomeno comportamentale che colpisce diffusamente adolescenti e giovani giapponesi, in cui si rigetta la vita pubblica e si tende ad evitare qualsiasi coinvolgimento sociale a meno che esso non sia filtrato da un dispositivo elettronico;

-gli Otaku  , fan giapponesi di anime e manga, osservati come onanisti incapaci di intrattenere rapporti con l’altro sesso e che quindi ricorrono alla mediazione di videogame che dietro alla risoluzione di quest celano scene softcore di sesso tra anime;

-SecondLife come luogo in cui è – soprattutto - possibile sfogare pulsioni sessuali con avatar che si prostituiscono;

- Love Doll: la prostituzione a domicilio di bambole in silicone (sempre giappone) con vagina lavabile che consentono di superare il terrore relazionale;

-I Gold Farmer, cinesi in questo caso, che lavorano fino a 14 ore al giorno davanti ai computer ammassati in una stanzetta per acquisire “crediti” di giochi online che una società rivenderà a giocatori che non hanno tempo di accumulare esperienza di gioco per avere quei soldi o quegli oggetti che permettono di evolvere;

- Il futuro della nostra società, una realtà in cui avremo androidi di cui innamorarci sempre più capaci di sviluppare personalità autonome – qualcuno lì fuori ha visto BladeRunner?

Tra un servizio e l’altro il raccordo era costruito da una voce femminile fuori campo che, con fare seduttivo, portava lo spettatore dentro le spirali di “mondi virtuali” in cui l’umanità si sta ritirando.

Peccato per gli interventi di Mario Gerosa, Derrick de Kerckhove, i docenti della Osaka University progettisti di Actroid e dei molti esperti i cui interventi interrompevano intelligentemente il flusso di sovrastimolazione pornoneuronale del video.

Al solito, un’occasione persa.

My SecondLife: 8 piccole tracce

Joannes Bedrosian 

Giuseppe Granieri (o meglio Junikiro Jun) mi coinvolge in una catena lanciata da Mario Gerosa. Si tratta di un’occasione per una riflessione “al collettivo” sull’esperienza di essere avatar. Il gioco è semplice: dire 8 cose di sè e sollecitare 8 ava/blogger.

Comincio da me.

1. SecondLife rappresenta per me la possibilità di “dare presenza” alle forme della comunicazione e della virtualizzazione su cui rifletto da alcuni anni. Ho deciso di entrare solo quando c’è stato un progetto concreto che fungesse da stimolo (nato in un giardino interno a Ravenna tra sigarette, sigaro e chiacchiere in libertà). E l’ho fatto quando è calata l’attenzione generalista, quando le imprese hanno cominciato a ritirarsi, quando Repubblica, dopo aver venduto una allegato su SL che stà in moltissime case, ha cominciato a fare articoli negativi :) Ecco, è da qui che si è entrati nella seconda era. Ah, sì: ed è anche arrivato il canale voice.

2. L’ingresso nel mondo è deludente e privo di senso… se non c’è scopo. Capisco tutti quelli che entrano per una sola volta. L’accoglienza è inesistente e l’obiettivo di stare lì non è chiaro. Non ho sopportato il tutorial iniziale, la solitudine dell’avatar che non sa nulla di se stesso. Tutto quello che ho imparato l’ho imparato dall’esperienza di stare con gli altri in SL. Il momento più importante è stato quando ho messo come “Home” nella mappa di orientamento unAcademy. L’esperienza di essere avatar ha necessità dell’abitare, del radicamento… anche nella metaterritorialità del metaverso.

3. L’aspetto è essenziale in SL. E’ una forma di espressione. E’ un linguaggio attraverso cui (rap)presentarsi. Tutta la prima fase di vissuto inWorld l’ho passata cercando di “lavorare” sul mio aspetto: shape, skin, volto, abiti, accessori… capelli. I capelli sono fondamentali: la definizione della texture è direttamente proporzionale alla tua permanenza dentro SL.

4. La cosa che ho notato nel tempo è che moltissimi avatar assomigliano a chi sta loro dietro, ne colgono i tratti, lo spirito, insomma: li riconosci. Il lavoro di affinamento nel ricercare volti particolari o lavorare sulle proprie forme è costante. Molti avatar tengono memoria delle loro “trasformazioni” in set di fotografie che, se lo chiedi gentilmente, condividono.

5. Lo spazio che trovi in SL è spesso la metafora dello spazio reale, un “come se fosse” che talvolta rasenta la delusione. Dopo le prime esplorazioni di eden paradisiaci, con architetture del tipo Arcadia, canti di uccelli e vasche all’aperto di acqua bollente in cui adagiarsi ti chiedi perchè le possibilità di questo metaverso vengano così poco utilizzate. Allora cerchi almeno di cambiare punti di vista: il volo è sicuramente una delle funzioni che uso di più - ma anche il pannello di movimento dello sguardo.  

6. Quello che trovo interessante è che SL rappresenta una forma potenzialmente evoluta dei social media, ossia che – al contrario di quello che sostiene qualcuno - non è un luogo per “scambiarsi informazioni” , che non “bastava un blog, Twitter e un IM a voler esagerare”. Perchè SL non è lo strumento ma come “dare luogo” alle relazioni.
E ancora: che non è vero che un “contenitore nato morto e tenuto artificialmente in vita dai “vecchi media”, che ripescano l’argomento nei momenti di fiacca”. Distinguiamo il MySpace per adulti dalle Conversazioni dal basso. E’ vero che forse non sarà questa SL a costituire la cornice per le forme mediate della comunicazioen dell’umanità a venire, ma probabilmente troveremo molto di questo appena cose SLlike si interfacceranno meglio con la Rete.

7. Tra le attività di intrettenimento nella comu(A)nità che abito c’è ai primi posti l’ascolto della musica in LucaniaLab (DJ Junikiro) e le feste correlate (animate sempre con esplosiva energia da Velas). Lì è possibile osservare forme di ritualità e variazioni che innovano particolarmente interessanti.

8. Da quando sono entrato tengo un diario etnografico che raccoglie “note di campo”. Prima o poi posterò le osservazione di una vita da avatar.

Ora  la palla alle altre vite da avatar

MrVolare
Ambrose Birke
Pedro Bedrosian

Tilde Back
Eddie Tower
Rosa Waechter
Primo Sands
Asian Lednev (magari ospitato da Rosa)

Comunicare il territorio è rappresentare relazioni

A conclusione di questa prima fase di ricerca sul senso del territorio in SecondLife trovate anche un paio di pezzi che ci riguardano sul nuovo numero di SecondLife Magazine, in particolare ringrazio Eddie Tower per la bella chiacchierata intervista notturna negli uffici in SL di 2LItalia :)

Viaggio e territorio in SecondLife

La ricerca sull’esperienze del territorio in SecondLife presentata a Matera, ha rappresentato per me, Laura e Valentina un’occasione di sperimentare tecniche di ricerca “dentro” il metaverso e di riflettere sulle forme di comunicazione territoriale attraverso nuovi modi del viaggio.

Ecco le slide della mia presentazione, che pubblico ringraziando tutti gli avatar intervistati, quelli che hanno risposto al questionario e i tanti che ci hanno aiutato per rendere strutturalmente possibile il lavoro inWorld.

 
La metafora dei luoghi in SL è spaziale. Le persone/avatar entrano con i loro corpi negli spazi costruiti, interagiscono con l’ambiente, esercitano una visione “panoramatica”.
È facile quindi pensare lo spazio di SL come un “come se fosse” dello spazio reale. E per questo troviamo Land a tematica territoriale che simulano in 3D i “caratteri” del proprio territorio. Come Toscana. Dove passi da un lieve declivio di erba bagnata da una pioggerella sottile ad una tipica casa colonica. Come se fossero Regioni “collassate” in una land.

Ma lo spazio di SL è in realtà fatto essenzialmente di relazioni tra persone/avatar. SL è pensato essenzialmente per essere un social media, è strutturalmente così. Il linguaggio usato da SL è quello delle relazioni fra avatar e il contesto produce senso solo a partire da esse.

Comunicare un territorio in SL significa perciò esplorare quello che c’è al di là della via analogica della simulazione di ambienti reali, verso le forme “strutturalmente” relazionali e una “grammatica” delle conversazioni.
La cultura nei luoghi, quindi, più che le visioni panoramatiche.
Significa creare ambienti che facilitino e promuovano le relazioni e allo stesso tempo producano senso attraverso forme “omologhe” a quelle del territorio/brand.

Le persone entrano in SL e danno densità alla loro esperienza solo attraverso le relazioni. Occorre dunque portarle lungo una strada di esperienze capace di costruire il we-sense del territorio.