
C’è stata la presentazione ufficiale di una nuova land su SecondLife: LucaniaLab.
Dopo la ricerca su vissuti e territorio degli avatar e varie riflessioni, dopo molto lavoro in world e fuori, abbiamo deciso di aprire la land. La trovate qui.
Io la definisco una land “autoriale”. E’ autoriale nel suo DNA, nel modo in cui architetto e builder l’hanno intessuta, tesa fra cura artigianale del particolare e capacità di dare forma alla “struttura che connette”, quella rete fra terra e biologico che qui può prendere consistenza. In tal senso la realtà di questo luogo è post-rappresentazionista, non sta per altro ma per se stesso ed è pronta ad abbracciare i vissuti degli avatar e farli interagire con la sua narrazione.
E’ costruita e pensata, quindi, per valorizzare le potenzialità del mezzo e sfruttare le sensibilità degli avatar: è autoriale nel “fare” ed autoriale nel “sapere”, quindi.
La capacità di incarnare innovazione nel comunicare un territorio la spiega bene Giuseppe qui.
LucaniaLab è la materializzazione di come fare convivere e dialogare innovazione e tradizione: lo fa con la forma, i giochi di luce, la grammatica di progettazione… Si propone come una land dove i linguaggi espressivi di SecondLife trovano un modo di abitare e di farsi abitare dagli avatar.

Lo spazio di comunità costruisce invece l’interfaccia fra l’essere dentro SL e abitare da fuori questa sensibilità del dialogo “innovazione/tradizione”.
PS. In modo indiretto lavori come questo sono una risposta all’invito al dibattito sull’arte in SecondLife, come quelli a cui invitano Neupal Palen e Papper Papp, artisti la cui sensibilità trovo molto affine al modo di immaginare questo mondo.
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