Aspettando il Piazzale Loreto di Bin Laden

Oggi abbiamo imparato che a fronte di un’istantaneità nella comunicazione di news la Rete funziona con potere deflagrante, soddisfa l’appetito dei palati degli utenti sull’informazione anche a rischio della precisione, mentre i media tradizionali, alludono non dicendo, aspettano comunicazioni “più” ufficiali. Come dice bene David Armano:

Television was not immediate enough and too conservative when it came to getting information first hand—I was looking to Twitter for the “scoop” and television to eventually confirm it.

E che lo scoop stia in Rete ce lo conferma anche il Times:

According to the Times, the first scoop didn’t come from that paper, the Washington Post, ABC News or any other news organization. Keith Urbahn, once chief of staff for former defense secretary Donald Rumsfeld, was credited for the Twitter scoop when he posted this note: “So I’m told by a reputable person they have killed Osama Bin Laden. Hot damn.”

E abbiamo anche imparato che spesso i media mainstream si fanno prendere la mano e che la Rete funziona da meccanismo di controllo e svelamento, come è accaduto per le prime foto che hanno girato del volto martoriato di Bin Laden e che sono considerate un falso:

Ma quell’immagine che avrebbe voluto confermare “visivamente” l’uccisione del leader di Al Qaeda, non sarebbe vera. “Si tratta – scrive Peace Reporter sul suo sito 1, mostrando anche la foto – di un’immagine evidentemente elaborata con un programma di editing. L’immagine è stata ripresa dal sito ‘unconfirmedsources’. Il nome del file, peraltro, 20060923-torturedosama.jpg, dovrebbe bastare a chiarire l’equivoco: si tratta di una foto del 23 settembre 2006 il cui nome è ‘Osama torturato’.

Perché quando abbiamo a che fare con vicende come questa il corpo morto del leader va esposto. La sua traccia visiva è una testimonianza che va oltre ogni parola, ogni tweet o status update, anche di quelli ufficiali della Casa Bianca o dei tanti media che oggi hanno riportato la news. Un corpo gettato in mare non sarà sufficiente e, probabilmente, nemmeno la documentazione scientifica sul DNA prelevato dal cadavere: siamo cresciuti a X-Files e conosciamo la teoria del complotto e le possibilità di manipolazione. Così quel volto, che conosciamo molto bene attraverso la sua immagine, continuerà a vivere nel circuito mediale nell’impossibilità di sovrapporsi al volto morto.

Il corpo mediale del leader, quindi, continua a sopravvivere e a rappresentare politicamente la sua comunità.

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