Denuncia anche tu un “Black Bloc”

Nelle strategie da giorno dopo – della forma di grande manifestazione di Piazza del 15 ottobre ho già parlato altrove -comincia la caccia agli “incappucciati”, ai “neri” a quelli che hanno rovinato con la violenza la manifestazione: quelli che i media definiscono convenzionalmente “Black Bloc”.

E la Rete si fa luogo di delazione generalizzata.

La rabbia dei manifestanti pacifici è tanta e l’idea, lanciata da qualche tweet già durante la manifestazione, di mettere online le foto per cercare di avere segnalazioni è diventata una realtà. Come segnala La Repubblica:

Una raccolta di fotografie caricate sui social network dai manifestanti del 15 ottobre per aiutare le forze dell’ordine a individuare i responsabili dei gravi fatti di violenza avvenute nel centro di Roma

L’esempio più evidente mi sembra l’operazione smascheriamo i violenti cui partecipano Il Fazioso, Il Giornale … Non esattamente spontaneismo da social network. Anzi, come precisa Falcodestro:

E’ il momento di segnalare, smascherare e cercare di far perseguire tutti questi violenti di sinistra, anche oggi protagonisti di violenze inaudite a Roma. [corsivo mio]

Ma come? Si cerca di cavalcare anche questo output della manifestazione cercando di connotare il colore della violenza a senso unico? E se fosse anche questa una forma di violenza?

Non cerco giustificazioni per chi ha agito violentemente e non critico le operazioni di riconoscimento svolte dalle forze dell’ordine. Ma creare un clima di caccia alle streghe (anche di streghe colpevoli), soffiare sui malumori in Rete, vendere la delazione come forma di vendetta… non mi sembra salutare per nessuno.

Tanto più che le migliaia di filmati caricati su YouTube e le foto che circolano, ad esempio su Flickr, rappresentano già un materiale documentale spontaneamente presente.

Più corretta la strategia tenuta dalla polizia inglese durante i Riots che ha attivato da sola canali per i cittadini che volevano collaborare. E con successo. Tutto riconducibile a forme di cittadinanza.

Fare invece diventare la Rete un umorale terreno per l’odio sociale non mi sembra un obiettivo che dovremmo – né noi, né i media generalisti – perseguire.

7 pensieri su “Denuncia anche tu un “Black Bloc””

  1. Cosa vorrebbe essere questo post? Una sottilissima apologia dell’omertà? Fra black block e mafiosi la differenza è nulla, la violenza è la stessa, il crimine è sempre crimine. Anche le inchieste antimafia incoraggiano quindi “l’odio sociale” ?

    1. @vento dell’ovest: se posso permettermi ti consiglierei di rileggere il post, magari a partire dal la”cornice di riferimento” che provo a chiarire qui:
      1. sono contrario alla retorica della caccia all’uomo fatta attraverso i media, stile “Libero” che ha fatto altre volte campagne pubblicando foto in prima pagina con volti di sospetti o colpevoli. Non credo sia utile a costruire una forma di cittadinanza matura;
      2. non ho mai parlato di “omertà”. Il punto è diverso: molte persone spontaneamente si sono rivolte alle forze dell’ordine per portare documentazione; quello che molti hanno messo online era materiale che in qualche modo denunciava la violenza. L’appropriazione da parte dei media per “vendere” è una speculazione sulla dimensione emotiva che fa leva su un sentimento d’odio. Inoltre spesso si sono usate foto senza citare i credit con il solito “preso dalla Rete”;
      3. come ho scritto sarebbe stato più maturo un uso attraverso la Rete di luoghi in cui esplicitamente le forze dell’ordine chiedevano aiuto alla cittadinanza, come fatto per i Riot in Inghilterra. Che è un modo “trasparente” di rivolgersi alla cittadinanza.

      1. Scusa cosa sarebbe una “cittadinanza matura”? E’ forse un capitolo segreto della nostra Costituzione? Qui stiamo parlando di barbari, di criminali armati di sanpietrini, spraghe di ferro ed estintori, animali che hanno dato alle fiamme un blindato dei carabinieri (!), contro questa gente ogni via è buona per catturarli, che sia la via di Repubblica, di Libero o della Rete. Chissenefrega se i media lo fanno per vendere copie in più, se funziona sarà comunque un servizio reso allo Stato, cioè a ogni cittadino italiano. Stiamo qui a parlare di maturità quando abbiamo a che fare con dei figli di papà con zanne ed artigli, è un peccato che la polizia non abbia represso quella rivolta più duramente, ora bisogna che almeno qualcuno di quei subumani finisca dietro alle sbarre, o paghi una multa, o quantomeno subisca il pubblico ludibrio.

  2. @Vento dell’Ovest: “cittadinanza matura” significa per me non cadere nel gioco retorico violenti/non violenti. Per chi ha commesso dei crimini lo Stato ha tutti gli strumenti per giudicare e comminare pene. Il pubblico ludibrio (un atteggiamento ironico?) è diverso dalla gogna. Basta vedere come, ad esempio, ha affrontato MIchele Serra il tema con il suo solito tono “ironico” nell’amaca di La Repubblica nei giorni successivi.

    1. Pubblico ludibrio è esposizione, anche mediatica, alla pubblica riprovazione. Se Michele Serra fa ironia è perchè evidentemente non possiede un negozio in via Merulana, o non aveva l’auto parcheggiata in quell’isolato, e poi perchè di certo non è un devoto mariano. Altrimenti si sarebbe scagliato con la peggior furia contro chi lo aveva danneggiato. Perchè mai poi dovremmo risparmiare questi bambocci dalla gogna mediatica? Loro hanno mostrato pietas verso la statua della Madonna, verso l’82enne Marco Pannella, verso le auto pagate a rate dai poveracci, verso i negozianti romani, verso lo Stato italiano rappresentato dalle forze dell’ordine? In galera è il loro posto, e senza nessun trattamento di riguardo!

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