L’apertura di account su Twitter da parte dello star system italiano si vede. In particolare Twitter è stato sdoganato da un personaggio come Fiorello (@sarofiorello) che ha fatto crescere il livello di notorietà interna ed esterna dell’ambiente. Diciamocelo, usare come titolo del suo spettacolo televisivo un #hastag – #ilpiúgrandespettacolodopoilweekend – ha un significato simbolico su cui vale la pena riflettere. Non che i personaggi del mondo dello spettacolo non ci fossero già ma l’ingresso di Fiorello ha reso il meccanismo trasparente e trascinante.
Notiamo così un fenomeno per noi nuovo che ha a che fare con il rapporto tra personaggi popolari (così popolari) e le dinamiche di un social nework.
Il livello di riferimento interno al mondo dello star system (principio di autologia): spesso i tweet si indirizzano ad altri personaggi pubblici
La citazione da parte dei followers della star per essere re-twittati
Con fini diversi che vanno dalla visibilità personale (molti) al rilancio dei temi (pochi):
La velocita di proliferazione dei followers per un nuovo profilo entrato è straordinaria: Gerri Scotti apre il profilo il 17 novembre (gli insegna Claudio Cecchetto, tanto per sostenere il principio di autologia) e in 24 ore raggiunge più di 13.000 followers.
Gerri Scotti intrattiene un fitto rapporto conversazionale con i suoi followers, usa un linguaggio diretto (“@Gerry_Scotti forattini mi ha fatto ridere l’ultima volta 30 anni fa “, “@Agoerre de gustibus! Buona giornata”) e personale, quotidiano (“Eccomi con i ragazzi dell’oratorio, come ogni lunedi’! A dopo per la buonanotte”) e legato al fascino dello star system (“Ho scoperto che la cosa che vi ha piu’ colpito del mio camerino e la t-shirt della svizzera. L’ha dimenticata la Hunziker…..”).
Il “mondo della Rete” – metto tra virgolette per segnalare come dall’esterno possa essere vista la realtà del web – comincia a seguire il fenomeno con interesse. Luca Alagna, ad esempio, scrive nel post FAQ su Twitter per ‘star’ intraprendenti:
Molti storceranno il naso ma credo sia una cosa tutto sommato positiva per la twittosfera italiana, ancora relativamente piccola, anche se oggetto misterioso preferito dalle testate giornalistiche, che porterà forse più confusione ma probabilmente varietà di argomenti e meno polarizzazione: è il “mondo reale” baby, direbbe qualcuno.
Quello che è certo è che il recinto del giardino è stato divelto e le lente logiche reputazionali che hanno costruito rapporti e dinamiche di reciprocità della comunicazione tra pari si troveranno a confrontarsi con un nuovo ambiente. Un territorio in cui la disintermediazione con la realtà – il fatto che le persone potevano portare direttamente i loro temi in un confronto pubblico e discorsivo: potevano rappresentarsi da sé – si confronta con le dinamiche di riconoscimento in una celebrity del mondo dei media da cui farsi rappresentare.
Oggi Fiorello segnala il romanzo “Fallo” scritto da un giovane torinese in diversi tweet, anche con un video. Qualcuno commenta:
Finisce che “la gente comune” anche sui social network pensa nei termini della comunicazione mainstream, dimenticando il valore rappresentato dal fatto che in Rete la gente segnala la gente, star o meno, a partire dal valore del contenuto espresso. Magari “Fallo” è un bel libro, magari no. Non lo so. E neanche Fiorello, visto che non l’ha letto (l’ha ricevuto quando l’ha promosso).
La forza dirompente della Rete sta nell’aver reso i rapporti orizzontali – anche se con una differenza di potenziale dei nodi – , pensare a nuove verticalità sarebbe un triste passo indietro.
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