<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>I media-mondo. La mutazione che vedo attorno a me.</title>
	<atom:link href="http://mediamondo.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mediamondo.wordpress.com</link>
	<description>LA MUTAZIONE CHE VEDO ATTORNO A ME. PROVE DI PENSIERO DI GIOVANNI BOCCIA ARTIERI</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Nov 2009 08:03:57 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='mediamondo.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/8763cf511d315a63478629df64663a75?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>I media-mondo. La mutazione che vedo attorno a me.</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com</link>
	</image>
			<item>
		<title>Filtr è snack culture?</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/11/06/filtr-e-snack-culture/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/11/06/filtr-e-snack-culture/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[convergenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni dal basso]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Filtr]]></category>
		<category><![CDATA[Henry Jenkins]]></category>
		<category><![CDATA[snack culture]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Johnson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=912</guid>
		<description><![CDATA[
Qualcuno sostiene ci sia una tendenza in atto che caratterizza l&#8217;informazione al tempo della Rete: quella della snack culture.
Ci si nutre in modo rapsodico e compulsivo, tra uno spazio di vita e l&#8217;altro, di spezzoni di informazioni da consumare in superficie e velocemente. Questa bulimia del frammento è fatta di feed RSS, di articoli brevi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=912&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone" title="Junk food" src="http://farm1.static.flickr.com/95/206463596_67be616148.jpg" alt="" width="393" height="393" /></p>
<p>Qualcuno sostiene ci sia una tendenza in atto che caratterizza l&#8217;informazione al tempo della Rete: quella della <a href="http://www.wired.com/wired/archive/15.03/snackminifesto.html">snack culture</a>.</p>
<p>Ci si nutre in modo rapsodico e compulsivo, tra uno spazio di vita e l&#8217;altro, di spezzoni di informazioni da consumare in superficie e velocemente. Questa bulimia del frammento è fatta di feed RSS, di articoli brevi con molti-link-che-poi-mi-saranno-utili, di molte letture sparse di post contro poche di quotidiani, di tranci tv sbattuti su YouTube che deresponsabilizzano dalla necessità di guardarsi un intero programma di approfondimento (o di intrattenimento).</p>
<p>Qualcun altro sottolinea come questa sia, di fatto, <a href="http://www.wired.com/wired/archive/15.03/snacklash.html">un&#8217;illusione</a> e che in realtà ci troviamo di fronte ad un ambiente mediale mutato che ha fatto crescere la sua offerta culturale, rispondendo in modo differenziato ai bisogni e saturando la dieta mediale con offerte che si legano in modo nuovo e diverso ai nostri spazi/tempi. E poi, <a href="http://www.henryjenkins.org/2007/04/snack_media.html">aggiunge qualcun altro</a> ancora, c&#8217;è il piacere delle &#8220;schifezze&#8221; che condensano esperienze e gusti differenti in moltissimi modi, per cui se per qualcuno si tratta solo di junk food per qualcun altro diventa l&#8217;unico modo di sfamarsi, o di farlo nei tempi che la vita ti concede, tra uno spostamento e l&#8217;altro, ecc.</p>
<p>Sia come sia, c&#8217;è necessità crescente di coniugare le esigenze di &#8220;fame&#8221; informativa &#8211; con appetiti diversi e diverse esigenze spazio/temporali di consumo- e la capacità di muoversi tra i percorsi dei produttori informativi &#8220;dispersi&#8221; &#8211; professionisti e non &#8211; in un&#8217;epoca di convergenza culturale e di socializzazione di massa alla Rete.</p>
<p>Così parte <a href="http://www.bookcafe.net/filtr/">Filtr</a>, nella sua provvisorietà da versione alpha, che pensa (anche) ad un rapporto di socializzazione informativa alla rete della classe media digitale. Come scrive <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1082">Granieri</a>:</p>
<blockquote><p>Probabilmente, se sei uno che sguazza su Friendfeed, usa un client per Twitter e va dal barbiere con l&#8217;iPhone, <a href="http://www.bookcafe.net/filtr/" target="_blank">Filtr</a> non è per te, o lo è solo in parte (poiché hai già probabilmente la tua rete di riferimenti). Il tipo di lettore cui pensiamo, giocando con questo numero zero, è quello che che non ha il tempo (o la legittima voglia) di costruirsi i suoi strumenti di analisi e ricerca di informazioni. E a cui può far piacere un po&#8217; di vita semplificata.</p></blockquote>
<p>Ovviamente c&#8217;è una complicata dose di ambiguità che sta dietro ad un tentativo come questo: cos&#8217;è, giornalismo dal basso? cos&#8217;è, un aggregatore? cos&#8217;è, un modo per mettere in relazione agenda dei media e agenda della Rete? o di mettere in agenda cose che sono uscite o sono proprio fuori dall&#8217;agenda mediale? cos&#8217;è, un racconto dell&#8217;informazione in chiave locale? cos&#8217;è, un riassuntino dei fatti del giorno ma neanche tutti? cos&#8217;è, un modo di <a href="http://semioblog.blogspot.com/2009/11/filtr.html">pettinare i flussi</a>? cos&#8217;è, una selezione fatta dalla gente per la gente?</p>
<p>Per me è semplicemente una realtà adatta alla convergenza culturale, che mette in connessione (dal basso) la realtà informativa del sistema (mainstream) dei media e i flussi online, miscelandoli in un condensato in cui gli sguardi, esterni ed interni alla Rete, si relazionano. Una realtà in cui consumo informativo di superficie e di profondità si intrecciano; con la collaborazione del lettore che può <a href="http://www.bookcafe.net/filtr/gadget.cfm">segnalare</a> articoli &#8220;irritativi&#8221; a chi viene dopo di lui.</p>
<p>Una realtà in evoluzione, dunque, un progetto collettivo che forse non può essere definito in positivo ma solo attraverso ciò che non è: Filtr non è snack culture. Non lo è se pensiamo a questa cultura come puro consumo di <em>info streaming</em> &#8211; per capirci la lettura con sguardo distratto delle breaking news. Ma è una forma adatta alla realtà dell&#8217;informazione all&#8217;epoca della snack culture, se pensiamo ad una dieta informativa che miscela personalizzazione ad approfondimento, superficie e profondità.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/912/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=912&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/11/06/filtr-e-snack-culture/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm1.static.flickr.com/95/206463596_67be616148.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Junk food</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Enclosure digitali</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/10/20/enclosure-digitali/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/10/20/enclosure-digitali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 08:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=903</guid>
		<description><![CDATA[
Lo sviluppo in chiave social del web in Italia ha trovato un primo momento di sviluppo nell&#8217;élite clanica, costituita da blogger il cui meccanismo di relazione era fondato su processi di  protezionismo ed auto-esaltazione. Questa élite ha rappresentato il discorso pubblico in Rete e ha funzionato da driver dell&#8217;innovazione, adottando per primi i social [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=903&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-910" title="enclosure" src="http://mediamondo.files.wordpress.com/2009/10/enclosure.jpg?w=451&#038;h=313" alt="enclosure" width="451" height="313" /></p>
<p>Lo sviluppo in chiave social del web in Italia ha trovato un primo momento di sviluppo nell&#8217;élite <a href="http://www.webeconoscenza.net/2009/09/21/i-social-network-al-tempo-della-retorica/">clanica, costituita da blogger </a>il cui meccanismo di relazione era fondato su processi di  protezionismo ed auto-esaltazione. Questa élite ha rappresentato il discorso pubblico in Rete e ha funzionato da driver dell&#8217;innovazione, adottando per primi i social network e presidiando i linguaggi dei territori online.</p>
<p>Parallelamente a questa visione <em>dalla superficie</em> c&#8217;è n&#8217;è una <em>nel profondo</em>, costituita dagli adolescenti digitali, proprietari di blog spesso chiusi alla cerchia di amici, forme considerate residuali, più orientate all&#8217;auto rappresentazione non solo singola ma di gruppo: quella del mondo vicino. Fuori dal discorso pubblico, orientati alle relazioni e all&#8217;intrattenimento, trattando l&#8217;informazione in modo proprio e &#8220;diverso&#8221;, queste conversazioni in Rete costituiscono i linguaggi dal sottosuolo che &#8211; forse &#8211; stanno riorientando la  forma social del web.</p>
<p>Poi c&#8217;è la <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/02/03/facebook-e-lascesa-della-cyberborghesia-1/">cyberborghesia</a>, la classe media digitale che entra nei territori digitali principalmente attraverso i siti di social network &#8211; come si sa Facebook innanzitutto &#8211; e che porta in Rete modi di essere e pratiche di connessione proprie, partecipando a ridefinire i significati delle piattaforme e dell&#8217;ecosistema digitale.</p>
<p>E ovviamente c&#8217;è il mercato. Che ha socializzato ai linguaggi, ce li ha resi familiari, coinvolgendoci con le forme online di connessione dei consumatori attorno a marchi, prodotti, iniziative.</p>
<p>Oggi l&#8217;élite clanica sembra uscire dai siti di social network che usava spesso riferendosi al proprio clan per poi scoprirsi in pubblico. Ci sono diverse tracce. I profili vengono chiusi, &#8220;lucchettati&#8221;. Si scopre (spesso con disappunto) di essere sotto il riflettore quando aumentano richieste e contatti di sconosciuti, quando spuntano commenti in pubblico talvolta&#8221; fuori luogo&#8221; sui propri thread in FriendFeed o Facebook. Parallelamente vedono svuotarsi di commenti i propri post a favore di una dispersione di conversazioni nei siti di social network.</p>
<p>Il clan risponde chiudendosi. Enclosure digitale. Riparandosi da sguardi indiscreti, costruendo la loro <a href="http://www.ibs.it/code/9788872854730/davis-mike/citta-quarzo-indagando">città di quarzo</a> online. Il rischio è di guardarsi da soli, sottraendosi allo sguardo delle masse digitali per rifugiarsi nell’autoriferimento, perdendo di vista quel sommerso che emerge e che traccia linee di futuro a venire.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/903/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/903/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/903/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=903&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/10/20/enclosure-digitali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://mediamondo.files.wordpress.com/2009/10/enclosure.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">enclosure</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Generazione, memoria e riflessività</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/12/generazione-memoria-e-riflessivita/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/12/generazione-memoria-e-riflessivita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 16:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/12/generazione-memoria-e-riflessivita/</guid>
		<description><![CDATA[Generazioni, memoria e riflessività attraverso due frammenti in questo 12 settembre. 
Oggi, un anno fa, David Foster Wallace ha ucciso lo scrittore americano più brillante ed amato della sua generazione: David Foster Wallace. 
Assassino e vittima coincidono in una perfetta e dolorosa simmetria. 
(riscrittura del primo post che annunciava la sua morte)
David Foster Wallace: la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=900&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Generazioni, memoria e riflessività attraverso due frammenti in questo 12 settembre. </p>
<p>Oggi, un anno fa, David Foster Wallace ha ucciso lo scrittore americano più brillante ed amato della sua generazione: David Foster Wallace. </p>
<p>Assassino e vittima coincidono in una perfetta e dolorosa simmetria. </p>
<p>(riscrittura del primo post che annunciava la sua morte)</p>
<p>David Foster Wallace: la buona scrittura dovrebbe aiutare i lettori a diventare meno solo dentro. </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/900/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/900/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/900/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=900&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/12/generazione-memoria-e-riflessivita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>media+generazioni</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/09/mediagenerazioni/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/09/mediagenerazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 07:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[generations]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=895</guid>
		<description><![CDATA[
Capita, a volte, che il lavoro di ricerca esca dalle logiche di condominio dell&#8217;Università italiana, dai principi di protezionismo ed egemonia tematica, per diventare un&#8217;occasione di lavoro collettivo e di scambio aperto e franco, anche fra generazioni di studiosi.
E&#8217; quello che ci è capitato con la ricerca Media e generazioni finanziata dal Ministero come progetto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=895&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone" title="My Generation" src="http://farm3.static.flickr.com/2195/2165688557_55368c49de.jpg" alt="" width="456" height="342" /></p>
<p>Capita, a volte, che il lavoro di ricerca esca dalle logiche di condominio dell&#8217;Università italiana, dai principi di protezionismo ed egemonia tematica, per diventare un&#8217;occasione di lavoro collettivo e di scambio aperto e franco, anche fra generazioni di studiosi.</p>
<p>E&#8217; quello che ci è capitato con la ricerca <a href="http://mediagenerationproject.wordpress.com/">Media e generazioni </a>finanziata dal Ministero come <a href="http://www.ricercaitaliana.it/prin/dettaglio_prin-2006142323.htm">progetto PRIN</a>, dove abbiamo avuto l&#8217;occasione di lavorare a strettissimo contatto con i colleghi di Milano, Bergamo, Roma e Trento &#8211; con qualche punta di Udine.</p>
<p>Oggi la ricerca è arrivata alla fine del suo percorso e abbiamo deciso di creare un&#8217;occasione di dissemination dei risultati con un convegno internazionale molto ricco (<a href="http://mediageneration.wordpress.com/program/">programma qui</a>) nel quale discutere il tema con colleghi stranieri ed italiani, confrontare gli approcci ed individuare gli ambiti di analisi a venire.</p>
<p>Per quanto ci riguarda risponderemo a queste domande di ricerca:</p>
<p>Come possono specifici prodotti mediali generare discorsi generazionali generati dagli utenti? E’ possibile utilizzare gli UGC per osservare l’emergere del discorso generazionale?</p>
<p>I prodotti culturali mediali forniscono la materia prima per le pratiche discorsive, il linguaggio da utilizzare e i luoghi di riferimento. In pratica rappresentano uno sfondo comune e condiviso (anche se a vari livelli: di qui la necessità di riflettere in termini generazionali) che offre occasioni di riflessività all’individuo e “materia” prima per elaborare le forme condivise dell’immaginario.</p>
<p>L’idea centrale è che, poiché la semantica si produca attraverso le dinamiche conversazionali che si realizzano nella società, il versante degli UGC rappresenta una semantica “non curata”, cioè non ancora stabile nei significati che si connettono ai concetti. È però a partire da questo materiale &#8220;grezzo&#8221; che nel tempo la società stabilizzerà una certa semantica che poi diverrà patrimonio condiviso e comune che verrà rappresentato nella sua forma stabile (“semantica curata”) nel sistema dei mass media. È così ad esempio che l’analisi di libri e quotidiani ci dicono come una società “intende” se stessa.</p>
<p>L’ipotesi è quindi lavorare sulla semantica non ancora stabilizzata, cioè sulle premesse della semantica che verrà. Tentare di analizzare il mutamento mentre sta avvenendo, perdendo di precisione e di univocità ma cercando di cogliere la direzione.</p>
<p>Essendo le “conversazioni dal basso” una forma della comunicazione mediata dal computer e da Internet caratterizzata da a. permanenza, b. cercabilità, c. replicabilità e d. rivolta a un pubblico indistinto, è possibile vedere la Rete come luogo nel quale individuare un bacino della semantica “non curata” che rappresenta il modo in cui gli individui elaborano e rielaborano discorsivamente con gli altri i significati alimentando la semantica della società.</p>
<p>Per questo i Blog, Flickr, YouTube, Google Video, MySpace ecc., rappresentano un territorio da monitorare.</p>
<p>La ricchezza che la Rete rappresenta è dato per chi fa ricerca, anche, dal materiale lasciato spontaneamente dai soggetti che depositano tra blog, siti di social network, forum ecc. pensieri, emozioni, ecc. in forma di conversazioni possibili. Osservare questa realtà significa aprirsi quindi alle tracce del futuro.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/895/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/895/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/895/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=895&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/09/mediagenerazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm3.static.flickr.com/2195/2165688557_55368c49de.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">My Generation</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quando l&#8217;umanità è accresciuta</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/04/quando-lumanita-e-accresciuta/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/04/quando-lumanita-e-accresciuta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 10:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook e l'ascesa della cyberborghesia]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni dal basso]]></category>
		<category><![CDATA[cultural studies]]></category>
		<category><![CDATA[Granieri]]></category>
		<category><![CDATA[umnità accresciuta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=888</guid>
		<description><![CDATA[Non amo le riflessioni a caldo, di getto, umorali, sul pensiero scritto. La realtà che spesso va affermandosi del fast think che tritura idee ed informazioni in forma di neo Haiku da distribuire tra twitter e friendfeed ha per me il sapore dell’estemporaneità e la sola funzione di una memorizzazione per un successivo soffermarsi, un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=888&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Non amo le riflessioni a caldo, di getto, umorali, sul pensiero scritto. La realtà che spesso va affermandosi del fast think che tritura idee ed informazioni in forma di neo Haiku da distribuire tra twitter e friendfeed ha per me il sapore dell’estemporaneità e la sola funzione di una memorizzazione per un successivo soffermarsi, un pretesto lanciato lì per creare un momento di riflessione a venire, attraverso un approfondimento che possa essere utile ed utilizzabile.</p>
<p>Così “leggere” un libro richiede per me un coinvolgimento temporale che unisce immediatezza a distanza. Il che mi allontana dalla tentazione del commento “a caldo” e mi porta ad un pensiero “depositato”.</p>
<p>Tutto questo per dire che solo oggi posso parlare del nuovo libro di <a href="http://www.bookcafe.net/">Giuseppe Granieri</a> “<a href="http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842089322">Umanità accresciuta</a>”, miscelando l’esperienza di lettura e la distanza “riflessiva”. L’operazione è ancora più complessa, poi, perché Giuseppe è un amico e un intellettuale con cui ho condiviso e condivido un percorso di ricerca e divulgazione sulle “culture connesse”. E questo va tenuto a mente come premessa: non è il fine di quanto scrivo.<br />
Partiamo allora con due letture meta testuali per tentare di inquadrare l’approccio di fondo, analizzando le intenzioni implicite ed esplicite del testo.</p>
<p>1. E’ un libro ambizioso questa “Umanità accresciuta” di Giuseppe Granieri perché rappresenta un lucido spaccato della necessità e dei limiti di una crescita della cultura sul digitale in Italia.<br />
Da una parte esiste una componente élitaria che con approccio scientifico analizza il fenomeno Internet, i siti di social network e i mondi online producendo manuali, saggi e ricerche che impattano sulle realtà disciplinari specifiche e nell’ambito della formazione specializzata, soprattutto universitaria; dall’altro esiste una élite costituita dagli intellettuali da Rete (non è una diminutio, sia inteso) che tra blog, siti, articoli in riviste più o meno specializzate, giornalismo informatico, ecc. esprimono la loro opinione, informano, dibattono facendo leva sull’esperienza dell’abitare la Rete e dell’essere innovatori di vocazione e disegnando i profili presenti che facciano da bussola per capire gli umori e i cambiamenti. Poi c’è la divulgazione mainstream, quella dei media di massa, più attenta a cogliere tendenze traducibili in fatti di costume o a proporre critiche di facile appeal per un pubblico largo che a raccontare il mutamento in atto.<br />
In questo contesto si inserisce questo libro che lavorando sullo stile di scrittura si propone come operazione di divulgazione scientifica dei temi del digitale, orientandosi cioè ad una accessibilità di linguaggio e ad una modalità dell’argomentare che sappia parlare a quella larga fetta della popolazione che si trova e si troverà ad essere “umanità accresciuta”.</p>
<p>Come dice Granieri:</p>
<blockquote><p>Il cambiamento oggi non è più una questione di proiezioni future, ma una condizione in cui una buona parte della nostra società sta già effettivamente vivendo. Ci sono sempre nuove frontiere […] ma la colonizzazione degli spazi sociali del digitale è già ad uno stadio molto avanzato […] L’Italia è in ritardo, nell’elaborazione culturale del cambiamento più che nella dotazione di infrastrutture per la connettività e nella diffusione dei dispositivi” (p. 15, p. 144).</p></blockquote>
<p>Questo, credo, sia uno dei motivi del suo scrivere e di una scrittura “così” di questo libro. Il che porta con sé delle conseguenze : si rischia di non alimentare il dibattito con le élite (attente da una parte ai linguaggi disciplinari e dall’altra ai dibattiti “interni” al Mondo) per parlare alla (e con la) cyberborghesia e con coloro che stanno ascendendo.  In apparenza. Perché il dibattito dovrebbe proprio essere sui modi di ripensare al rapporto tra “élite” (e lo dico con moderata ironia) intellettuali “da” Rete e umanità in accrescimento.<br />
2. Il concetto di “accrescimento” dell’umanità è trattato in modo anti ideologico usando una serie di distinguo, propri del pensiero ecologico di matrice post-<a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=863">panglossiana</a>.</p>
<p>Se si va oltre il titolo (e si arriva almeno a pag.46) si evita di cadere nello stereotipo del libro di filone “ottimismo neoteck” &#8211; questo “accresciuta” vorrà dire che “l’umanità è migliore e più felice di prima”?<br />
Basta leggere:</p>
<blockquote><p>Accresciuta perché […] cresce un sistema di possibilità  e di aspettative . Perché aumenta il range di possibilità per ciascuno di noi, non la certezza del risultato.</p></blockquote>
<p>E così pure l’autore si districa da sospetti di determinismo prendendone le distanze attraverso una descrizione della tecnologia come artefatto abilitante che lascia dischiuse dentro di sé possibilità diverse che le pratiche vive e i comportamenti sociali produrranno.<br />
Questo va detto perché credo che il rischio di pre-giudizio da parte delle élite sia alto. Anche perché stiamo entrando, fortunatamente, anche in Italia nella fase di necessità di una visione “critica” della Rete. Ed è proprio in questa direzione che, nello stile che ho richiamato prima, va questo volume. E lo fa mettendo a tema le parole che usiamo oggi per descrivere il mutamento che sta avvenendo e mostrando come contengano spesso una carica di ambiguità che porta a pensare in modo pregiudiziale il nostro rapporto con le tecnologie e spesso attraverso forme stereotipiche.<br />
Attraverso le parole costruiamo mondi che abitiamo. Usare parole diverse potrebbe portarci ad abitare mondi diversi o lo stesso mondo in modi diversi.<br />
3. Non posso sottrarmi però da una notazione critica sulla tematizzazione di alcune parti, perché chi,  come me, si trova quotidianamente a confrontarsi con l’evolversi della comunicazione scientifica su questi temi, sente il peso della letteratura in materia che ci ha introdotto nel secolo scorso – anche in Italia – dentro un dibattito speculativo che oggi viene superato dal concretizzarsi di una realtà che abbiamo sotto gli occhi.<br />
In questo senso l’appunto va fatto – se vogliamo parlare di appunto e non di contrappunto – all’incedere su alcuni problemi già molto tematizzati (penso al dibattito reale/virtuale o quello sul post-umanesimo o sulla dimensione del cyborg) come se fossero nuovi (ma forse per molti lettori, quelli cui il libro è vocato, lo sono!) mentre li si poteva  storicizzare nella loro portata anticipatoria anni ’90 oggi forse superata dalla nuova condizione di umanità connessa; condizione per la quale molto pensiero ideologico va ripensato a partire dalle pratiche effettive.<br />
Resta il fatto che lo “stato di necessità” che questo lavoro coglie rappresenta un vero e proprio starting point per aprire la riflessione contemporanea ad una serie di tematiche centrali capaci di presentare sia linee evolutive del pensiero scientifico necessarie (come ad esempio l’attenzione per la dimensione biocognitiva dell’esperienza immersiva ) sia gli ambiti di ricerca da osservare per cogliere la mutazione in atto.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/888/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/888/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/888/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=888&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/04/quando-lumanita-e-accresciuta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il sorriso di Joker: tra Obama e Berlusconi</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/01/il-sorriso-di-joker-tra-obama-e-berlusconi/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/01/il-sorriso-di-joker-tra-obama-e-berlusconi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 07:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[convergenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni dal basso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=868</guid>
		<description><![CDATA[
Questo post nasce (letteralmente) come commento alle domande di Vincenzo Cosenza e al post di Henry Jenkins.
La vicenda è nota: il volto del Presidente Barack Obama viene manipolato con photoshop per renderlo simile al Joker da uno studente, Firas Khateeb, che lo carica su Flickr. Questa potente immagine viene sfruttata da qualcuno per farne manifesti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=868&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div>
<p>Questo post nasce (letteralmente) come commento alle <a href="http://www.vincos.it/2009/08/27/obama-joker-berlusconi-joker-photoshop-per-la-democrazia/">domande di Vincenzo Cosenza</a> e al <a href="http://henryjenkins.org/2009/08/unmasking_the_joker.html">post di Henry Jenkins</a>.</p>
<p>La vicenda è nota: il volto del Presidente Barack Obama viene manipolato con photoshop per renderlo simile al Joker da uno studente, Firas Khateeb, che lo carica su Flickr. Questa potente immagine viene sfruttata da qualcuno per farne manifesti che compaiono sui muri di alcune città americane con lo slogan &#8220;socialism&#8221;.</p>
<p><img class="alignnone" title="socialsm" src="http://1.bp.blogspot.com/_gcA0ZuKGkI8/Sncdp2NYAnI/AAAAAAAAC88/gOjh8ilZ4OI/s400/obama-joker-socialism_1.jpg" alt="" width="298" height="400" /></p>
<p>E&#8217; solo allora che i media mainstream se ne interessano (vedi ad esempio <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/northamerica/usa/barackobama/5973064/Barack-Obama-Joker-socialism-poster-denounced-as-racist.html">qui</a>) considerandolo come messaggio &#8220;razzista&#8221;, che lo studente cancella da Flickr la foto e dichiara</p>
<blockquote><p>che il suo lavoro non voleva avere un connotato politico, tanto è vero che la dicitura “Socialism” è stata aggiunta successivamente dai misteriosi affissori di L.A.</p></blockquote>
<p>Vincenzo commenta la vicenda e rilancia manipolando un&#8217;immagine di Berlusconi il Joker style e caricandola sotto creative commons su <a href="http://www.flickr.com/photos/vincos/3841467989/">Flickr</a>. E si (ci) chiede:</p>
<blockquote><p>E se una foto di Berlusconi-Joker iniziasse a circolare sul web, in un momento in cui<a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-videocracy/rai-videocracy/rai-videocracy.html"> le TV rifiutano il trailer di Videocracy </a>e parte <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/rai-3/rai-3-maltese/rai-3-maltese.html">l’assalto a Rai3</a>, quali dinamiche si scatenerebbero nel nostro paese ?</p></blockquote>
<p>Da qui alcune mie considerazioni.</p>
<p>Ogni gesto in pubblico è un gesto politico. Per questo mi convince poco l’affermazione del ragazzo che “si è affrettato a precisare che il suo lavoro non voleva avere un connotato politico”. E’ solo un’ingenua e sbrigativa replica.</p>
<p>L’uso dei mezzi come photoshop per ritoccare immagini e di piattaforme per condividerle in pubblico come Flickr cambiano le prospettive di scalabilità di ogni comunicazione “personale” e quindi la portata delle stesse. Caricare e condividere su una piattaforma come Flickr un&#8217;immagine significa consegnarla alla logica di appropriazione e diffusione degli <em>spreadable </em>media.</p>
<p>Le forme di appropriazione dell’immagine per giocarle nei contesti urbani secondo percorsi “tattici” mostra bene come sia impossibile (rimozione o meno) censurare l’immaginario. Ci sono altri modi per farlo. Ad esempio attraverso produzione di nuove immagini-immaginario, che scalzino e si sovrappongano a quelle da censurare. Che operino una rielaborazione di secondo livello che nella nuova appropriazione depotenzi quelle immagini che volevano denunciare, scuotere, produrre <em>detournement</em>. Ma questo è un discorso che ci porterebbe troppo in là.</p>
<p>Ma partiamo dal Joker per affrontare poi la contaminazione della sua immagine con quella di Obama e Berlusconi.</p>
<p>Joker è una figura anti-umanista, anti-sapienziale che sfrutta i linguaggi di massa (la televisione è il suo mezzo per eccellenza) e le logiche spettacolari, che deturpa le forme elitarie del bello e della ricchezza (come nella sequenza cinematografica del Joker-Nickolson che devasta un museo sfregiando le opere d&#8217;arte). Joker è in alcune versioni un imbonitore sguaiato,  una figura macchiettistica un po&#8217; folle.  In altre è un sovvertitore dell&#8217;ordine costituito e i suoi crimini servono solo a destabilizzare. Bob Kane xs Alan Moore. E già questo dovrebbe farci pensare.</p>
<p><img title="Obama-Joker" src="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2009/08/obama-joker-time.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>Se vogliamo affrontare il confronto fra Obama-Joker/Berlusconi-Joker ci troviamo di fronte, a mio parere, ad una medesima operazione che porta a risultati diversi.</p>
<p>Da una parte ci troviamo di fronte ad una desacralizzazione del corpo del leader, con un Obama che incarna un messaggio politico (socialismo) potente e un’immagine che vìola – e per questo può essere tacciata di razzismo – l’aura del Presidente Americano che incarna il sogno.</p>
<p>E’ un&#8217;immagine che incontra lo sguardo urbano di chi attraversa gli spazi della città, che copre i muri delle strade che percorriamo nella quotidianità della nostra vita, “significa” la città in modo diverso. Per questo è immagine dirompente: perché sfida lo sguardo e gli spazi di attraversamento impedendoci di sottrarci e colonizzando lo sguardo (e la coscienza) metropolitano. E&#8217; un meccanismo, quello del manifesto sui muri urbani, di colonizzazione dell&#8217;immaginario metropolitano, di messa in circolo di significati che si colgono nell&#8217;immediatezza di uno sguardo rapido di chi passeggia e butta l&#8217;occhio da un mezzo in movimento.</p>
<p><img class="alignnone" title="Berlusconi-Joker" src="http://farm4.static.flickr.com/3598/3841467989_2ccc844a15.jpg" alt="" width="422" height="440" /><br />
La scelta stessa, invece, dell’immagine del Berlusconi-Joker mostra la natura ironico-iconica di un corpo del leader che è già desacralizzato per (auto) definizione. Berlusconi “è” un Joker, lo è per ammissione (barzellette, colpi di teatro, follie in pubblico, giocosità d’assalto…) e per riconoscimento (leggersi la stampa- soprattutto internazionale-al riguardo). Non c’è contrasto d’immagine/immaginario – come con Obama – ma sovrapposizione.<br />
La diffusione delle immagini di un Berlusconi-Joker sul web non indebolirebbero la sua “aura” ma la rinforzerebbero (esagero: ma il processo è lo stesso che abbiamo avuto con le trasformazioni degli slogan di campagna elettorale di qualche anno fa. Tra trasformazioni ironiche e pecorecce ha fatto gioco all&#8217;affermarsi di un&#8217;immagine dominante).</p>
<p><img class="alignnone" title="pubblicità" src="http://www.ilpalo.com/umorismo/contro-manifesti-su-berlusconi/images/Berlusconi%20plastiche_jpg.jpg" alt="" width="448" height="209" /></p>
<p>E comunque: in America tutto si è scatenato quando le immagini hanno ricoperto la superficie della città, si sono mostrate “inquinando” lo spazio civico. Allora il loro volersi “mostrare” più in pubblico ha trasformato l’amatorialità del “giochino” in uno sfregio, in un taglio, quello del Joker. Per avere la stessa efficacia anche in Italia serverebbe uno sfregio. Se no si rischia di cadere nel rumore di fondo del web a tratti ripreso da qualche giornale.</p>
<p>La partenza di un <em>meme </em>sul web, con rimando di sito in sito dell&#8217;immagine, ha più (per ora) il senso di un gesto da farsi (<a href="http://diegozilla.blogspot.com/2009/08/dinamiche.html">Secondo me non scatena un bel niente, ma la metto lo stesso</a>), capace di legare fra loro coloro che lo fanno ma che ha poco della dirompente potenza dell&#8217;immagine &#8220;socialista&#8221; dell&#8217;Obama-Joker sui muri cittadini.</p>
<p>Ma l&#8217;immagine c&#8217;è. Nasce qui dentro ma può trasformarsi in un fuori. Per diventare un &#8220;taglio&#8221;, per sfregiare, deve trovare un contesto performativo cui dare senso.</p>
<p>Resto in attesa.</p></div>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/868/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/868/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/868/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=868&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/09/01/il-sorriso-di-joker-tra-obama-e-berlusconi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://1.bp.blogspot.com/_gcA0ZuKGkI8/Sncdp2NYAnI/AAAAAAAAC88/gOjh8ilZ4OI/s400/obama-joker-socialism_1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">socialsm</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.vincos.it/wp-content/uploads/2009/08/obama-joker-time.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Obama-Joker</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm4.static.flickr.com/3598/3841467989_2ccc844a15.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Berlusconi-Joker</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.ilpalo.com/umorismo/contro-manifesti-su-berlusconi/images/Berlusconi%20plastiche_jpg.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">pubblicità</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Second Life: tra apertura di possibilità e natura antidemocratica</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/08/31/second-life-tra-apertura-di-possibilita-e-natura-antidemocratica/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/08/31/second-life-tra-apertura-di-possibilita-e-natura-antidemocratica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 06:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[SecondLife]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=882</guid>
		<description><![CDATA[Le voci sulla morte di Second Life sono oltremodo esagerate. Eppure la riflessione in Italia è necessaria. Lo scarto tra i progetti presenti e la disattenzione mediale, ad esempio, oppure tra l&#8217;investimento di molti singoli e la sottovalutazione da parte di istituzioni culturali (università comprese) e mondo dell&#8217;impresa.
Usciti dall&#8217;hipe è evidente che la fase di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=882&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_26/sala_second_life_rischia_morire_7e59a12c-920b-11de-bb1e-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">Le voci</a> sulla morte di Second Life sono oltremodo <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_agosto_27/second_life_replica_community_italiana_7ca8a10c-9337-11de-9adc-00144f02aabc.shtml">esagerate</a>. Eppure la riflessione in Italia è necessaria. Lo scarto tra i progetti presenti e la disattenzione mediale, ad esempio, oppure tra l&#8217;investimento di molti singoli e la sottovalutazione da parte di istituzioni culturali (università comprese) e mondo dell&#8217;impresa.</p>
<p>Usciti dall&#8217;hipe è evidente che la fase di riflessione su utilità e forme emergenti dovrebbe essere più attenta. La comunità italiana (una parte) si confronta&#8230; sui <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=123726991486&amp;id=842528965&amp;ref=mf">social network</a>. Di qui anche accorati <a href="http://uqbar-mediaartculture.ning.com/profiles/blogs/second-life-un-patrimonio">appelli </a>a Second Life come patrimonio culturale anche italiano.</p>
<p>Ora, più &#8220;a freddo&#8221;, vorrei condividere con voi un mio punto di vista sulla natura più intima di Second Life, tesa tra apertura di possibilità e dinamiche &#8220;antidemocratiche&#8221; ed elitarie che stanno al centro del suo essere, soprattutto in Italia, diventata una realtà di nicchia.<br />
Second Life è un meta-metaverso che contiene il “possibile altrimenti” dei mondi metaforici: da land persistenti a land MMORPG (Massive Multiplayer Online Role Playing Game); da chat del muretto a raffinate interazioni sociali.<br />
Con SL si genera e si rende esplorabile un versante metaforico del mondo, cioè un “come se” capace di esplicitare e rendere fungibile la contingenza. È possibile giocare con la contingenza della vita, “trattarla”, sceneggiare le proprie vite immaginate, con un grado di libertà direttamente proporzionale alle possibilità generative che il mondo offre, plasmando quindi sé stessi e l’ambiente circostante – pur nei vincoli delle competenze di programmazione ma con la possibilità di acquistare ciò che si progetta su di sé.<br />
La sua forza sta nella capacità di incarnare un orizzonte delle possibilità e il suo valore nell’accettare e perseguire cognitivamente la condizione di contingenza, oscillando tra il proprio sé-corpo e il proprio sé-avatar.<br />
A ben vedere vivere vite possibili, confrontarsi riflessivamente con “persone” mediali è un’acquisizione evolutiva dei media moderni. Con Second Life andiamo oltre. Non si tratta solo di osservare come altri osservatori osservano, guardare come si guarda il mondo – ad esempio attraverso “gli occhi” e l’esperienza di Madame Bovary o di Gregor Samsa – ma di osservarci mentre agiamo un mondo. L’osservazione di secondo ordine (osservare un osservatore) diviene una condizione di oscillazione tra un fuori, del mondo reale, e un dentro, di un mondo simulato, che agiamo in modo realistico – a volte iperrealistico – pur attraverso l’esperienza di un suo contenuto finzionale. Ci guardiamo guardare con gli occhi dell’avatar.</p>
<p>Allo steso tempo la natura sociale e collettiva di Second Life è elitaria e antidemocratica.</p>
<p>Penso alla  tendenza a sviluppare una dinamica star-avatar/neo-avatar che esalta le capacità espressive da una parte e l’incompetenza dall’altra. Gli ipercompetenti e i neofiti sono tutto sommato protagonisti per motivi diametralmente opposti. I primi sono considerati, sviluppano progetti, vengono seguiti, ecc. I secondi vengono accolti, stimolati, coinvolti, ecc. I primi hanno forti motivazioni che li portano a sviluppare la loro reputazione in Second Life. I secondi cercano la loro via, i modi di “stare” e abitare. C’è poi una parte intermedia, di chi non è star e non è neofita che rappresenta uno strato significativo ma dimenticato. Una maggioranza silenziosa utile per riempire le land, attiva magari nelle conversazioni a due a due (IM) ma invisibile nelle dinamiche di gruppo. Che ascolta più che parlare. Magari che viaggia costantemente per osservare cose e scoprirne di nuove. Mentre le élite star/niubby si fossilizzano.</p>
<p>Second Life è poi comunicativamente antidemocratica: pensate a un qualsiasi sito di social network, ad esempio Facebook. Tu hai la tua pagina che costruisci, eventi cui aderisci e che sono visibili nella “tua” pagina, relazioni che sviluppi e che lasciano traccia nella “tua” pagina, ecc. In Second Life c’è chi possiede land, case e negozi ed organizza eventi, ecc. Tu partecipi alla “loro” “pagina”, ma la tua “presenza” comunicativa è invisibile, non lascia traccia… Questo è uno dei motivi che porta ad investire meno in Second Life: la tua partecipazione comunicativa resta episodica se non diventa strutturalmente una componente del mondo. In Second Life devi essere “fisicamente” presente: essere ed esserci coincidono. In un social network sei sempre presente, e la ricercabilità dei contenuti comunicativi sul web fa sì che la tua comunicazione sia attualizzata sempre. In Second Life dipende unicamente dalla tua presenza: Second Life è oralità digitale, non un mezzo di comunicazione di massa per le masse.</p>
<p>E&#8217; in questa oscillazione della sua natura, tra possibilità e dinamiche elitarie, che le istituzioni culturali devono inserirsi aprendo a progetti forti, coinvolgenti e partecipativi. Ma soprattutto capaci di integrare i diversi piani del web, quelli più aperti alle forme di comunicazione di massa per le masse.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/882/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/882/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/882/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/882/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/882/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/882/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/882/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/882/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/882/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/882/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=882&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/08/31/second-life-tra-apertura-di-possibilita-e-natura-antidemocratica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ecologia della Rete e policing di massa</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/08/24/ecologia-della-rete-e-policing-di-massa/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/08/24/ecologia-della-rete-e-policing-di-massa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 10:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook e l'ascesa della cyberborghesia]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[policy]]></category>
		<category><![CDATA[Rimbalza il clandestino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=863</guid>
		<description><![CDATA[Facebook e l&#8217;ascesa della cyberborghesia 5

E&#8217; nota a tutti la vicenda relativa al gioco via Facebook &#8220;Rimbalza il clandestino&#8221; il cui scopo è l&#8217;allontanamento delle navi di profughi dalle coste italiane. Tra la denuncia pubblica nei mass media e l&#8217;epilogo con chiusura dell&#8217;applicazione si inserisce la realtà degli utenti Facebook che risulta fondamentale nel fare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=863&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Facebook e l&#8217;ascesa della cyberborghesia 5</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-864" title="rimbalza il clandestino" src="http://mediamondo.files.wordpress.com/2009/08/rimbalza-il-clandestino.jpg?w=315&#038;h=251" alt="rimbalza il clandestino" width="315" height="251" /></p>
<p>E&#8217; nota a tutti la vicenda relativa al gioco via Facebook &#8220;Rimbalza il clandestino&#8221; il cui scopo è l&#8217;allontanamento delle navi di profughi dalle coste italiane. Tra <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=900&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">la denuncia pubblica nei mass media</a> e <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=901&amp;ID_sezione=3&amp;sezione=">l&#8217;epilogo</a> con chiusura dell&#8217;applicazione si inserisce la realtà degli utenti Facebook che risulta fondamentale nel fare emergere il problema e nell&#8217;attivarsi per farla chiudere. Un&#8217;attività che negli ultimissimi giorni, sollecitata tra <a href="http://friendfeed.com/vincos">friendfeed</a>, <a href="http://www.facebook.com/home.php#/pages/Vincos/88711779789?ref=ts">Facebook </a>e <a href="http://www.vincos.it/2009/08/21/rimbalza-rimbalza-il-clandestino/">blog </a>con energia da vincos, che ha sollecitato uno di quei &#8220;piccoli gesti&#8221; che fanno la differenza, segnalare una violazione d&#8217;uso:</p>
<blockquote><p>al momento la pagina del gioco è inesistente su Facebook, probabilmente anche grazie al nostro piccolo gesto (oltre 1000 persone hanno visto questo post in un poco più di 24 ore)</p></blockquote>
<p>Questa micro storia insegna  alcune cose e apre ad alcune problematiche su cui varrà la pena riflettere.</p>
<p>Innanzitutto <span>possiamo osservare le risposte interne ed autoregolative che mostrano la natura &#8220;ecologica&#8221; della Rete, la sua qualità adattativa di stampo sistemico. E&#8217; la Rete stessa a farsi promotrice di denuncia e a mobilitarsi per correggere deviazioni. Cosa peraltro colta da qualche giornalista, ad esempio in una frase ad apertura del pezzo sulla chiusura</span> su <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=901&amp;ID_sezione=3&amp;sezione=">LaStampa</a><span>:  &#8220;</span>Meno male che l&#8217;autoregolamentazione su Internet funziona&#8221;, o il titolo su <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/gioco-chiuso/gioco-chiuso.html">LaRepubblica</a>: &#8221; Utenti contro &#8220;Rimbalza il clandestino&#8221; Facebook cancella il gioco leghista&#8221;.</p>
<p>Il caso specifico, poi, mostra una realtà in cui l&#8217;hype lo si raggiunge solo quando il tema entra in agenda dei media mainstrem. Il caso era noto in Rete (vedi ad esempio questo post del <a href="http://cairoli.simplicissimus.it/2009/06/rimbalza-il-clandestino-e-lallegro-chirurgo-delatore.html">6 giugno</a>) ma la mobilitazione effettiva emerge solo quando la stampa ne dà notizia. Nella visione ecologica occorre dunque spostare un po&#8217; il punto di vista dall&#8217;interno della Rete all&#8217;interno del sistema dei media, tenendo conto della difficile articolazione nella costruzione dell&#8217;agenda mediale e della funzione preminente che i media generalisti hanno. Il tema della <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/05/07/leresia-e-la-sfera-pubblica-nel-futuro-del-giornalismo/">connessione delle sfere pubbliche</a> e della capacità e il peso della rappresentatività mi sembra qui essenziale.</p>
<p>C&#8217;è poi una questione aperta, se leggiamo le cose da una prospettiva critica dei media, sul &#8220;policing&#8221; di massa (l&#8217;ha messa bene in evidenza <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/">Mario Tedschini Lalli </a>in un commento ad una mia affermazione &#8220;la Rete si prende cura della rete&#8221; dicendo che &#8220;ok, ma il &#8220;policing&#8221; di massa non è meno &#8220;policing&#8221; &#8212; e in qualche misura mi preoccupa di più. A prescindere dal merito dei contenuti&#8230;&#8221;).</p>
<p>La forma di <em>community policing</em> o di <em>neighborhood policing</em>, se vogliamo usare la metafora del sito di social network come <em>walled garden</em>, richiede comunque un rapporto tra potere e controllo che è scisso fra forme di (auto)controllo demandate alla comunità e potere esercitato dall&#8217;autorità: gli utenti controllano e fungono da delatori e Mr. Facebook reprime. E&#8217; ovvio che dietro a questa forma &#8220;moderna&#8221; di governo e di potere rigiocata in un ambito connesso come quello dei siti di social network si aprono possibile forme di distorsione che possono essere preoccupanti (un esempio <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/06/09/facebook-e-lascesa-della-cyberborghesia-4/">qui</a>): si tenta di risolvere problematiche legate ad ambienti con nuove grammatiche attraverso vecchi linguaggi.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/863/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/863/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/863/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=863&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/08/24/ecologia-della-rete-e-policing-di-massa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://mediamondo.files.wordpress.com/2009/08/rimbalza-il-clandestino.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">rimbalza il clandestino</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Spreadpersepolis</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/07/01/spreadpersepolis/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/07/01/spreadpersepolis/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 16:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni dal basso]]></category>
		<category><![CDATA[cultural studies]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=855</guid>
		<description><![CDATA[
Il fumetto è un medium potente. Riesce talvolta a parlare con un linguaggio accessibile di cose importanti. Il suo è un gesto politico, quando riesce a metetre in narrazione un punto di vista che parla al nostro modo di essere e alla nostra cultura.
La Rete mette in narrazione a fumetti la condizione dell&#8217;Iran e lo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=855&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone size-full wp-image-858" title="persepolis 2.0" src="http://mediamondo.files.wordpress.com/2009/07/persepolis-2-02.jpg?w=468&#038;h=218" alt="persepolis 2.0" width="468" height="218" /></p>
<p>Il fumetto è un medium potente. Riesce talvolta a parlare con un linguaggio accessibile di cose importanti. Il suo è un gesto politico, quando riesce a metetre in narrazione un punto di vista che parla al nostro modo di essere e alla nostra cultura.</p>
<p>La Rete mette in narrazione a fumetti la condizione dell&#8217;Iran e lo fa con il suo linguaggio remixando tavole di Persepolis, fumetto autobiografico di <a title="Marjane Satrapi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marjane_Satrapi">Marjane Satrapi</a>,che racconta la rivoluzione islamica dell&#8217;Iran.</p>
<p>In<a href="http://www.spreadpersepolis.com/"> Persepolis 2.0</a> troviamo un gruppo di autori che praticando un remix delle tavole e mashup del testo scaraventa nell&#8217;attualità la potenza evocativa e narrante di quelle immagini. L&#8217;azione è post virale ed ha a che fare con il potere degli spreadeable media con i quali viviamo.</p>
<p>E lo fa con un medium, il fumetto, che a suo modo è al centro delle vicende iraniane di questi giorni: alcuni disegnatori iraniani <a href="http://www.comicsreporter.com/index.php/cartoonist_among_arrested_in_iran/" target="_blank">sono stati arrestati</a> e il quotidiano di una delle principali città (Qazvin) <a href="http://www.newswire.ca/en/releases/archive/June2009/15/c6800.html">è stato chiuso</a> a causa di una vignetta su Ahmadinejad.</p>
<div>via Matteo Stefanelli comitato &#8220;Fumetto 100&#8243;</div>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/855/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=855&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/07/01/spreadpersepolis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://mediamondo.files.wordpress.com/2009/07/persepolis-2-02.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">persepolis 2.0</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nativi inconsapevoli</title>
		<link>http://mediamondo.wordpress.com/2009/06/28/nativi-inconsapevoli/</link>
		<comments>http://mediamondo.wordpress.com/2009/06/28/nativi-inconsapevoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 20:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gboccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[convergenza culturale]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni dal basso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mediamondo.wordpress.com/?p=848</guid>
		<description><![CDATA[
/http://www.flickr.com/photos/ram_/
Quando si tocca la Rete (e la si mette a tema) ovviamente si scatena sempre una conversazione che parte da un punto e arriva ad un altro. E di solito l’altro è la lotta di classe: giornalisti/insegnanti, ad esempio… La sensazione sembra essere questa. Indipendentemente dalle volontà. E su entrambi i lati i pregiudizi rischiano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=848&subd=mediamondo&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignnone" title="nativi inconsapevoli" src="http://farm2.static.flickr.com/1368/1181604199_e3e471cc7a.jpg?v=0" alt="" width="317" height="416" /></p>
<p>/http://www.flickr.com/photos/ram_/</p>
<p>Quando si tocca la Rete (e la si <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/06/26/quando-i-social-network-diventano-maturi/">mette a tema</a>) ovviamente si scatena sempre una conversazione che parte da un punto e arriva ad un altro. E di solito l’altro è la lotta di classe: giornalisti/insegnanti, ad esempio… La sensazione sembra essere questa. Indipendentemente dalle volontà. E su entrambi i lati i pregiudizi rischiano di emergere.</p>
<p>Il post di <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/06/26/bel-guaio-quel-tema-sui-social-network/">Vittorio</a> e le risposte di <a href="http://contaminazioni.splinder.com/post/20850607/Come+volevasi+dimostrare+(caro">Lorenza</a> rappresentano bene la cosa. Apparentemente.</p>
<p>Perché il discorso di Vittorio ha statisticamente una sua sensatezza: &#8220;<em>come farà una persona che sa niente di quella materia a valutare la congruità e proprietà di espressioni che in italiano non hanno facili corrispondenze e un linguaggio che è pieno di neologismi? La valuterà come povertà di linguaggio, come errori…&#8221;<br />
</em></p>
<p>E ovviamente non parlava a quelli che stanno nella parte abitata della Rete e che, come Lorenza, possono entrare in conversazione. Gli altri, magari si fanno un&#8217;idea leggendo giornali o seguendo notiziari. E allora, come dice nel suo &#8220;contrappunto&#8221; <a href="http://www.mantellini.it/?p=6911">Massimo</a>:</p>
<blockquote><p>la riduzione folcloristica che i media fanno nella stragrande maggioranza dei casi alle tematiche sociali su Internet è in grado di scatenare discreti disastri prima ancora sui docenti chiamati a giudicare che sui discenti invitati ad esprimere pareri e punti di vista.</p></blockquote>
<p>Continuando su questa posizione ci arrocchiamo. Ma il punto credo sia l&#8217;assenza di una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Media_literacy"><em>media literacy</em></a> che anche in Italia entri nelle scuole su entrambi i lati (studenti e docenti) e che in casi come questi rende evidente il rischio associato alle carenze.</p>
<p>Ma i pregiudizi emergono pure sugli alunni tacciati in molti post (vedi, ad esempio <a href="http://scorfano.wordpress.com/2009/06/28/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-temi-desame/">qui</a>) di qualunquismo o moralismo da tema:</p>
<blockquote><p>Vale a dire: Internet è un rischio, i social network sono pericolosi, nessuno può più stare da solo in silenzio nemmeno un attimo, non si sa mai chi si incontra, bisognerebbe controllare chi si iscrive a Facebook, ci sono tanti pericoli… Ve lo garantisco: praticamente tutti così, con questo tono da grande fratello orwelliano, che nemmeno l’onorevole Carlucci.</p></blockquote>
<p>Ma per generalizzare secondo me servono dati, non sensazioni dei singoli docenti. Di qui l&#8217;idea della ricerca su questi temi.</p>
<p>Il fatto che il tema venga trattato con toni moralistici è un dato interessante. Ma le argomentazioni che toccano per essere moralisti, il linguaggio utilizzato, la tipologia di scuola, il territorio di riferimento, ecc. sono variabili interessanti da indagare. Sarà così dappertutto? Per ogni tipologia di scuola? Per ogni tipo di territorio? Nelle realtà metropolitane e in quelle periferiche?</p>
<p>Non mi stupisco che un tema come questo sia trattato anche così, e magari dalla maggior parte dei ragazzi. Che siano nativi digitali non significa che siano early adopters entusiasti delle possibilità di certa democratizzazione ed assoluta parità partecipativa (che è poi una panzana che magari adesso, dopo alcuni anni di tecno-entusiasmo dovremmo cominciare a rivedere in chiave critica).</p>
<p>Come commenta Mario Tedeschini Lalli:</p>
<blockquote><p>Questi primi risultati tendono a confermare una ipotesi che facevo, che cioè si sarebbe trattato di cose generiche, probabilmente influenzate dal “coverage” dei media mainstream. Anche in un ambiente “avanzato” come la scuola di giornalismo (post laurea) dove insegno da 15 anni sono andato scoprendo nei giovani un atteggiamento molto “vecchio” alla Rete e agli strumenti della conoscenza digitale. Non dobbiamo “giudicare”, solo cercare di sapere, avere finalmente dei dati. Se dall’indagine risultasse preponderante un atteggiamento come quello descritto in questo minuscolo campione, avremmo almeno demolito alcuni luoghi comuni sui “giovani” e la loro omogeneità all’universo digitale. Che, magari, utilizzano questi strumenti come utilizzano il motorino, senza necessariamente riflettere sulle conseguenze personali e sociali. Ne sarebbe valsa la pena no?</p></blockquote>
<p>Questa è la cultura del digitale che possiamo rintracciare, senza enfasi ed entusiasmo. Semplicemente per quella che è, non quella che ci piacerebbe: possono essere nativi consapevoli o inconsapevoli idioti (abbastanza preparati) o solo figli dei loro tempi… vederemo.</p>
<p>PS. Questo post cerca di riprendere le fila di alcune conversazioni su blog e Facebook tracciate fra post e commenti, per tenere traccia e dare organicità. Ma ovviamente rappresenta solo il mio punto di vista.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mediamondo.wordpress.com/848/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mediamondo.wordpress.com/848/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mediamondo.wordpress.com/848/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mediamondo.wordpress.com/848/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mediamondo.wordpress.com/848/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mediamondo.wordpress.com/848/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mediamondo.wordpress.com/848/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mediamondo.wordpress.com/848/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mediamondo.wordpress.com/848/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mediamondo.wordpress.com/848/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mediamondo.wordpress.com&blog=999722&post=848&subd=mediamondo&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mediamondo.wordpress.com/2009/06/28/nativi-inconsapevoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">gboccia</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm2.static.flickr.com/1368/1181604199_e3e471cc7a.jpg?v=0" medium="image">
			<media:title type="html">nativi inconsapevoli</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>