Memoria e piano individuale

Sempre sul tema dei motori ricerca interni al proprio personal computer una menzione speciale va fatta per un progetto di ricerca denominato Stuff I’ve Seen (SIS).

L’idea che differenzia questa soluzione dalle altre citate in precedenza si basa sulla semplice constatazione che la maggior parte delle volte che cerchiamo qualcosa lo facciamo perchè ci ricordiamo vagamente di aver già visto in passato quella cosa e riteniamo che quelle informazioni possono tornarci utili. Quindi è possibile costruire un indice ragionato e ricercabile in modo veloce di quanto visto in passato (file, email, pagine web) e renderlo consultabile in modo istantaneo.

Alcuni studi dimostrano che fra il 58% e l’81% delle pagine cui un utente accede sono delle nuove visite a pagine già consultate in precedenza. Pattern simili sono riscontrabili nell’utilizzo dei comandi UNIX, nel prestito dei libri in biblioteca e nella memoria umana (vedi project description). Personalmente utilizzo spesso Google per ri-trovare delle pagine interessanti che ricordo di aver consultato in passato. Altre volte mi capita di ricordare solo di aver visto/letto/sentito qualcosa di interessante a proposito di un certo tema e di non ricordare più dove (una pagina web, una trasmissione in TV, una conversazione personale o di messaggistica istantantanea). Il logico passo successivo è quindi rappresentato dal progetto denominato MyLifeBits. Si tratta di un progetto articolato in una parte sperimentale ed una di sviluppo software. La prima, simile ad una performance artistica, riguarda l’esperienza di Gordon Bell che ha registrato e conservato in digitale tutto ciò che ha riguardato la sua vita (articoli, libri, cartoline, cd, lettere, appunti, fotografie, video, presentazioni, registrazioni audio). La seconda parte riguarda lo sviluppo di interfacce che consentano di accedere agevolmente a questa enorme molte di dati (simile quindi a Stuff I’ve Seen).

Una specie di motore di ricerca nella memoria personale. Ma anche un nuovo tipo di memoria e quindi un nuovo tipo di individuo in cui il processo di estroflessione cognitiva si fa sempre più evidente.

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