Parigi brucia… nei media

La situazione nella banlieue francese è indicativa di come gli esclusi della società-mondo utilizzino tattiche di inclusione, anche attraverso la violenza.
Non mi interessa qui affrontare i problemi dell’immigrazione, della politica, delle altre ragionevoli argomentazioni che sui media esperti e giornalisti hanno sostenuto.
A me interessano i media, appunto.
I media rappresentano un territorio nel quale gli esclusi possono giocare forme di inclusione ad esempio sollecitando attraverso le azioni di guerriglia urbana una presenza costante ed irritativa nel mediascape.
Allora è possibile trovare posizioni che mettono in luce il ruolo dei media come quella di Marcelle Padovani, corrispondente dall’Italia del settimanale Nouvel Observateur, che in un’intervista
all’Unità dice:

“Solo questa notte sono state incendiate auto nel 3° e 17° arrondissement, ma fino ai giorni scorsi le violenze erano circoscritte alla banlieue. I media, la televisione e la stampa scritta, stanno giocando un ruolo decisivo, esaltano, diffondono, suscitano paure, spesso esagerano e inducono all’emulazione”.
Questa posizione viene subito contestata dal corporativismo del giornalista: “Se a Roma avessero bruciato 1300 automobili, molti cronisti sarebbero al lavoro…”

Il punto non è questo.

Il punto è che i media rappresentano un luogo nel quale si gioca la relazione inclusione/esclusione che rappresenta il paradigma di riferimento della nostra società-mondo.
Un punto di osservazione questo non solo necessario ma strategico se vogliamo osservare il sociale attraverso i modi e i linguaggi della contemporaneità.
Il resto è emarginazione.

2 pensieri su “Parigi brucia… nei media”

  1. A proposito della situazione nella banlieue francese
    consiglio a tutti di vedere il film L’ODIO (Le haine)di Mathieu Kassovitz.
    Si noti come nonostante siano passati ormai 10 anni esatti dall’uscità di questo film sia ancora attualissimo e rispecchi proprio ciò che sta accadendo questi giorni.

  2. vedetevi il film ke ha proposto Giovanni,nn sl attualissimo cn i fatti ke stanno accadendo in qst giorni a parigi,ma probabilmente potrebe scatenare una scintilla, un input x capire il come mai di tanta rabbia…
    delle volte rifletto su tante cose…voi vi siete mai chiesti cm mai tt ciò…le istutuzioni invece???mmmhh mi sa ke loro .
    proprio no…indubbiamente cm al solito bisogna aspettare che accada il degenero x interessarsi ad alcuni fenomeni(specie quelli di disagio economico-sociale)…secondo me in alcune borgate delle perifeerie parigine i nostri tanto discussi MEDIA-specialmente quelli dell’informazione-nn ci han mai messo piede…ve lo dico io:nn si sapeva di cosa parlare su quei luoghi,perkè c’è una realtà che può spaventare..o forse ke nn interesserebbe mai all’impiegato s3ssato ke torna da lavoro ,accende la tele e vorrebbe vedere la rubrica di finanza ed economia…e intanto il disagio mai notato cresce, cresce …cresce…e poi comincia a diventare ODIO, ma odio x ki..e nei riguardi di cosa???e allora taaaccc ecco comparire il genio della lampada media ke spiattella in faccia al mondo i roghi,le molotow e i disordini..e poi da qui trova linfa vitale nei super ascolti ke nn fanno altro ke fomentare l’accanirsi dei servizi dei tg su questi casi…e intanto altri tristi realtà crescono in altri posti del mondo-probabilmente anke a due isolati da casa vostra…
    ciao .DIEGO

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