Col corpo e con la testa davanti ai media 1

Pubblico in tre post la riflessione scritta per Cercasi un fine. Buona lettura.

Bianca ha quattro anni. Conosce i tormenti dell’amore. Le delusioni dell’amicizia. Le angosce della pubertà. La sua è una conoscenza fuori sincrono rispetto alla sua storia o, se vogliamo, è sincronizzata con la capacità che ha il suo vissuto di raccordarsi al consumo dei media. Le sue conoscenza del mondo, degli stati emotivi, dei modi di essere, delle diversità non dipendono unicamente dal “mondo vicino”, quello del gruppo di pari, della famiglia e degli affetti, ma anche da una realtà complementare che lo taglia trasversalmente: quella dei media. Guardare “Una mamma per amica”, i cartoni di “Mila e Shiro due cuori nella pallavolo”, intercettare occasionalmente la realtà dei Tg, la porta a confrontare il suo vissuto con quelli nello schermo e a familiarizzare con il meccanismo di riflessività.
Lasciando parlare Edmund Husserl si potrebbe dire che «ogni visione originalmente offerente è una sorgente di conoscenza, che tutto ciò che si dà originalmente nell’intuizione (per così dire, in carne ed ossa) è da assumere come esso si dà, ma anche soltanto nei limiti in cui si dà». Il che significa che le forme della conoscenza dipendono dall’esperienza cognitivo-corporea che facciamo del mondo e che hanno una natura “costruttiva”. Ma questa centralità della relazione tra corpo e sapere si è dissolta con l’evoluzione della comunicazione attraverso i mezzi di diffusione di massa. I vissuti dei singoli si sono separati dalle rappresentazioni dei vissuti stessi, sino al limite di farci sentire protagonisti di storie fittizie raccontate da professionisti della produzione mediale.
Se conoscere il mondo significa farne esperienza, all’epoca della centralità dei media farne esperienza significa esperirlo in modo mediato e diffuso, attraverso condivisioni anonime di massa e coinvolgimenti delocalizzati. Possiamo allora pensare i media non più solo come semplici mezzi di diffusione ma come veri e propri mondi nei quali abitiamo e costruiamo parte delle nostre vite e della nostra conoscenza: media-mondo, quindi.
(continua)

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