Pycta: micromondo stereoplastico


Ospitiamo volentieri questo post di Laura Gemini.

È tradizione consolidata quella della convergenza fra ricerca artistica, performance dal vivo e ricerca tecnologica. In questa direzione fra l’altro l’appellativo di “pionieristico” spetta proprio alla danza, e alla sua originaria propensione a fornire al corpo vivo degli spazi altri per l’espressività.
Basti pensare al software Life Forms, vecchio di vent’anni, sulla notazione e il movimento e che viene usato per creazione coreografica, nell’animazione tridimensionale, nel multimendia, nel web design e nello sviluppo di giochi e videogiochi.
Si legge in questi giorni che a dicembre – al Festival Monaco Dance Forum – sarà in scena Pycta, spettacolo di Altroteatro Dance Company ispirato alla Camera degli Sposi del Mantegna.
Dal comunicato stampa in occasione della recente programmazione di Pycta al Teatro Vascello di Roma siamo portati e vedere in questo genere di performance la creazione di un “micromondo stereoplastico” in cui i movimenti delle ballerine, grazie ai marcatori distribuiti sui loro corpi, vengono catturati in un “ambiente reattivo” composto, oltre che dalla coreografia naturalmente, dal suono, dall’architettura, dall’immaginario (e dall’estetica) digitale prodotto dal motion capture e dal motion graphics. Sul piano dell’efficacia della performance è interessante la logica di svelamento, in tempo reale, allo spettatore dei meccanismi della creazione scenica, dal processo informatico di cattura del movimento dei performer fino agli effetti ottenuti con l’elaborazione in 3D.
Un ambito di ricerca che secondo Renato Nicolini rimanda alle avanguardie del Novecento – Bauhaus, Schlemmer, Meierch’old – e ad “un uso intelligente della tecnologia digitale, per far apparire ciò che è nascosto (il progetto, l’intenzione…) nella naturalità della vita quotidiana”. Potremmo dire le sue possibilità rimosse.
Senza tralasciare che a questo tipo di sperimentazione artistica si associano importanti applicazioni nell’ambito della ricerca per la cura di alcune malattie neurologiche.

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