L’immaginario a fumetti dei MMORPG

La pervasività dei MMORPG come World of Worcraft o dei mondi persistenti come Second Life comincia ad alimentare l’immaginario mediale. Così troviamo tematizzati questi mondi nello speciale di Nathan Never dal titolo Il ritorno di Legs, uscito a dicembre e scritto da Stefano Vietti e disegnato da Massimiliano Bertolini.
Il futuro distopico in cui si muove questa serie vede la diffusione di giochi di massa virtuali online ai quali ci si connette attraverso caschi che producono un’illusione immersiva che fa dimenticare di essere connessi. La narrazione del fumetto offre spunti di riflessione su temi oggi emergenti relativi a questi mondi e alle pratiche connesse.
Aylin, ad esempio, gioca ininterrottamente per notti a Bluegreen Dragon e si procura la spada di Lord Kheran che viene sottopagata perchè i giochi fantasy sono in calo rispetto all’interesse che ha il mercato di videogiocatori fatto di “avvocati, medici, agenti diborsa… gente che lavora venti ore al giorno e non ha tempo per giocare spesso, ma che, quando si collegfa ai giochi virtuali, vuole farlo con personaggi potenziati da armi rare!”.
Ethan Ardy è un game designer che offre l’ocasione di discutere sull’apertura dell’architettura di gioco che consente di creare “giochi cloni” free, di analizzare lo svuotamento del processo creativo a fronte delle esigenze del marketing e l’etica legata ai videogame.
C’è poi la trama principale che ruota attorno a UWART (Ultima War Team) che viene giocato in una versione illegale Total Brain, dove alcuni oggetti di gioco (ad esempio armi e proiettili) sono scritti con stringhe di codice capaci di produrre iper stimolazione sinaptica e conseguente morte del soggetto. A questo mondo è legato un sistema di scommesse clandestine giocate in arene anch’esse virtuali.

Un buon esempio di come un fumetto sia capace non solo di mettere a tema ma anche di definire i confini possibili di innovazioni mediali.

Un pensiero su “L’immaginario a fumetti dei MMORPG”

  1. bello effettivamente lo speciale di Nathan, con un’unica considerazione. In questo numero l’aspetto inverosimile della saga (o l’aspetto fantascientifico) si riduce alla sola stringa di codice killer. Il resto è assolutamente reale. Scommesse online, professionisti disposti a pagare per equipaggiamento, goldfarmer, il previsto calo delle ambientazioni fantasy che hanno oramai saturato il mercato ecc. Per chi fosse interessato un progetto da tenere sott’occhio è Tabula Rasa, dal creatore di Ultima Online.

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