La democrazia dei feed

 

Come promesso a qualcuno torno a mettere i feed completi per i vostri feed aggregator.
La cosa non è secondaria. La piccola sperimentazione fatta da quando sono su wordpress ha a che fare con il fatto che i blogger si guardano l’ombelico (AKA statistiche).
Mi spiego: diventa istintivo auto osservare gli andamenti dei propri lettori utilizzando almeno i servizi base di statistiche dei blog e dei feed (anche se non è chiarissimo cosa rilevino).
Così scopri che se sei al MIT5 e posti contenuti così taggati i lettori raddoppiano – cioè ti vengono a vedere, poi ritornano anche se scrivi in italiano e loro sono stranieri perchè l’impaginazione/le imagini/i tag hanno il loro fascino😉.
Poi leggi i valori dei feed e li metti in relazione a quelli dei post e non capisci bene se uno ti legge dai feed e poi viene sul blog o no.
Se leggi in modo un po’ più raffinato vedi che alcuni lettori che si accorgono che hai postato un nuovo contenuto grazie ai feed poi ti vengono a leggere sul blog: sono i lettori per cui la forma (il contenitore/contesto) conta. Conta il fatto che i contenuti stanno in un contesto, che li vedi in relazione a forme e colori scelti, ecc.

Poi provi a settare i tuoi feed rilasciati con testo non completo, per vedere cosa accade. Accade che qualcuno ti scrive😉 per la mentarsi. Accade anche che alcuni all’inizio dal feed passano al post sul blog per leggere, poi smettono. Leggono solo il frammento di informazione che offri: questione di economia del tempo ma soprattutto questione politica.
Il feed è un principio di democrazia dell’informazione non una strategia per generare traffico. 
E’ uno strumento politico che, se scleto, disaggrega l’informazione dall’utente-generatore/contesto per permetterne la ricontestualizzazione e una gestione da parte dell’utente-lettore. Ha a che fare col fatto che l’informazione all’epoca del web 2.0 ha natura conversazionale anche quando è pubblicazione di testo, quindi deve/può entrare in relazione con altri testi-feed, accostando utenti-informazioni.
La scelta è di politica dell’informazione.

6 pensieri su “La democrazia dei feed”

  1. io leggo la maggior parte delle notizie aggregate con Google Reader che offre una visione continua (“river of news”) dei post contenuti nei feed, dal piu’ recente al piu’ vecchio.
    penso che questa sia una pratica piuttosto diffusa.
    effettivamente e’ una modalita’ di interfacciarsi alle notizie che costringe a cambiare continuamente contesto (a differenza per esempio dei giornali che sono piu’ o meno organizzati per argomento) e quindi richiede abitudine.

    comunque sui feed incompleti non ho particolari pregiudizi. generalmente se so che un blogger scrive cose che mi interessano mi basta anche leggere solo l’abstract e poi andare sul sito. piu’ raramente invece finisco di leggere le notizie contenute su siti di news che mettono feed incompleti per poi obbligare i lettori a visitare pagine piene di banner.
    tuttavia ammetto che i feed completi sono dannatamente comodi.🙂

  2. senza contare che Google Reader permette anche di condividere le notizie che sto leggendo in modo che altri possano leggere quelle che ritengo piu’ importanti, direttamente dalle fonti.
    io uso abitualmente anche questa funzione.

  3. I feed, come dici tu con l’esempio di google reader, consentono anche di mettere in relazione l’informazione con criteri di selezione degli utenti che ci permettono di “filtrare” la mole informativa grazie anche alle intelligenze cooperative. E’ un bell’esempio.

  4. si infatti io posso condividere le cose che leggo e tu puoi inserirle nel tuo aggregatore.
    io poi ho aggregato in Google Reader anche il feed del mio blog su tumblr in cui posso inserireinserisco appunti presi qua e la e cosi’ posso condividere anche contenuti che non hanno feed.
    il massimo poi e’ inserire tutto in Yahoo! Pipes che permette di usare query dinamiche sui feed.
    le possibilita’ per condividere le conoscenze sono davvero infinite. ma in pochi riescono ancora a percepirle.

  5. Infatti la possibilità di condividere e trattare informazioni si è molto sviluppata grazie a strumenti suffcientemente flessibili. Man mano che questa capacità si diffonderà credo che avremo mutazioni interessanti sia del web che del mercato sul web (o forse sarebbe meglio dire: mutazioni ancora più interessanti)

  6. segnalo qui, a proposito della tendenza dei blogger a guardarsi l’ombelico, la nuova versione di Google Analytics.. dove con spettacolari cartine zoomabili ed infiniti dettagli potrete passare ore di felici osservazioni. (ho scoperto con sgomento di avere più lettori in uk che in norvegia… chi sono questi?)

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