Virtualstupri?

 

Un articolo del Corriere della Sera di Marco Pratellesi (lo si trova anche sul nuovissimo mediablog) ha rinvigorito il dibattito sul lato oscuro di SecondLife, fra pedopornografia e virtualstupri (vedi anche questo post d Lele Dainesi e commenti).

Il tema è delicato. Presta il fianco a critiche e posizioni diverse. Vorrei qui restare semplicemente “dentro” il sistema dei media, per

Stupisce l’utlizzo giornalistico della forma analogica fra first e second life:

Con il successo e il denaro sono arrivati corruzione, delinquenza e tutti i vizi della vita reale: sesso estremo, stupri virtuali, truffe, gioco d’azzardo, pedofilia. Le cronache fino a poco tempo fa raccontavano questo paradiso artificiale dove ognuno può diventare quello che non è nella vita reale. Adesso hanno cominciato a occuparsi di altri fatti: la ragazza belga che denuncia di essere stata violentata e si rivolge alla giustizia ordinaria per ottenere un risarcimento… 

Il riultato è il rischio che il lettore del medium a stampa, non frequentante l’ambiente 3D, si crei un’opinione a partire da suggestioni che non tengono conto delle forme viventi di SL.
Lo chiarisce bene Giuseppe Nelva aka in SL Shiryu Musashi che viene – molto correttamente – ospitato da Pratellesi per una replica qui. Da leggere tutto, ma per fare un esempio:

Su Second Life la violenza sessuale NON è fisicamente possibile.
– Qualsiasi interazione animata tra due o più avatar è governata dal linguaggio di programmazione nativo chiamato LSL. Tale linguaggio di programmazione ha un meccanismo di sicurezza interno che impedisce ogni animazione non consensuale. Quando un animazione viene istigata verso un altro avatar questi riceve una richiesta tramite finestra di popup che può essere accettata o rifiutata. Se l’animazione viene rifiutata, l’interazione viene scartata e non ha luogo.

La capacità critica passa per conoscenza e competenza. I media e le loro dinamiche ne hanno bisogno come altri ambiti. 

9 pensieri su “Virtualstupri?”

  1. Senza voler fare moralismo,

    io ritengo che il problema non sia la realtà virtuale, ma piuttosto le realtà nascoste nel nostro io, quei lati del nostro carattere e della nostra persona che restano più o meno celati per tutta una vita, per poi emergere, in tutta la loro brutalità e ambiguità, quando si presenta un’occasione propizia.

    Il fatto di nascondersi dietro uno schermo, di vivere una second life senza dover mostrare il propio viso, può incoraggiare, secondo me, chi ha certi pensieri repressi a tirarli fuori.

    Non parlo affatto da esperta, perchè non lo sono in alcun modo, ma credo che un uomo che nella vita reale non stuprerebbe mai e poi mai una donna, non possa e non voglia farlo nemmeno nella vita virtuale.

    Credo che si debba parlare di perversione, che sia quello il problema…al di là del fatto che l’atto sia fisico o virtuale.

    Asmae

  2. @Asmae – Sicura di aver letto il post? Non ci sono stupri in SL semplicemente perchè tecnicamente non sono consentiti dalle dinamiche del gioco.

  3. Ma allora cosa vuol dire che invece si può sperimentare una fantasia come quella di stuprare e/o essere stuprati? Cioè nella logica del “come se”? Allora vuol dire che si ha un incontro di tipo sessuale consensuale… interessante.

  4. Ciò che intendo dire è che è facile muovere critiche contro il virtuale, come se fosse “la causa” di certe manifestazioni di violenza (anche se, come dici, tecnicamente non sono consentite), ma che il vero problema sta altrove, nel reale appunto…

  5. Si il problema sta nel mondo reale… in particolare in quei giornalisti che scrivono riflessioni raffinatissime su cose che non hanno mai provato di persona.

  6. Il problema è che un mondo come SL essendo un “seconda vita” che simula inoltre corpi, ambienti, ecc. che talolta clona in 3D l’aspetto reale e oggetti reali del mondo presta il fianco ad un meccanismo analogico che invee non esiste. Il caso eclatante è proprio questo del sesso: all base c’è un linguaggio/codice di programmazione, c’è la mutualità cnsensualistica degli avatar… se volete c’è manipolazione (conversazonale) dell’altro, a momento non ho mai letto di virus capaci di modificare i comportamenti degli avatar e piegarli alle perversioni… ciò non toglie la dimensione relativa alle proiezioni fantastiche della sessualità, perversioni e maattie comprese.

  7. la panzana dello “stupro” su SL a me ha messo tristezza. Qualcuno lo ha scritto e tutti gli altri dietro a ripetere questa stupidaggine. Ma com’è possibile che i giornali scrivano simile scemenze? Eppure ci si sono tutti buttati a pesce, e la gente che non sa nulla di internet (e figuriamoci di SL) penserà davvero che cose simili siano possibili.

    Ma un po’ di serietà è cosi difficile? Si insegue sempre il sensazionalismo, anche fasullo se serve a vendere.

    Io piuttosto analizzerei questa moda demenziale di storpiare i fatti per colpire sempre lo stesso obiettivo: internet. Si va sempre a cercare la notizia bizzarra, la mega stupidata, il video cretino. Il meccanismo è sempre lo stesso: hanno iniziato a rompere con le chat, poi coi video di youtube, ora con SL, una nuova miniera per inventarsi le cretinate piu inverosimili.

    Con SL certi gazzettieri vanno e andranno a nozze per continuare a scrivere fesserie su cose che neppure conoscono. Ma perché?

  8. Condivido la sua riflessione sull’atteggiamento di certi giornalisti… sarebbe utile ed interessante avviare una riflessione in tal senso. Non mi riferisco solo a SL, ma più in generale a tutti coloro che scrivono, propongono tesi, conclusioni, pronunciano condanne su ciò che non conoscono affatto.

  9. gia’, stupisce (ma non troppo) che ancora oggi in italia assai piu’ che altrove il sensazionalismo imperi soprattutto rispetto a internet, e si che la turkle (per dirne una) spiegava dinamiche (inclusi rischi e potenzialita’) di questa seconda vita nello schermo oltre 10 anni fa…

    purtroppo e’ vero: ieri come oggi, simili storpiature, sulla carta stampata mainstream, dividono il pubblico poco avvezzo in pro e contro, bianco e nero, facendo altresi’ perdere di vista le sperimentazioni positive in ballo

    analogamene al “caso Manhunt 2” di questi giorni, dove la cosa viene presentata (falsamente) su chi e’ pro o contro i videogame violenti, e cosi’ il dibattito si ferma tutto li’ — e si’ che in quest’ambito henry jenkins (tanto per fare un altro nome) ha brillantemente colmato parecchie lacune…

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