L’esperienza, lo sguardo, il turismo e altre cose…

cicciona

Da domani fino a venerdì sarò a Eastbourne, Campus dell’Università di Brighton per partecipare al 6th International Symposium on Aspects of Tourism. Il tema genrale è Gazing, Glancing, Glimpsing-Tourists and Tourism in a Visual World e presenterò con Lura Laura una ricerca svolta (dal Larica) ad Aquafan sui temi della bellezza e della famiglia. Titolo del paper è, appunto: Images of beauty and family: Contemporary imagery at Aquafan.

La ricerca ha utilizzato l’approccio metodologico della visual sociology, con interviste a partire da immagini prodotte dagli intervistati. Immagini e immagianario di bellezza e famiglia attraverso gli occhi del pubblico di Aquafan ci hanno raccontato una realtà mutata.

Bellezza oggi vuole dire vivere l’esperienza della bellezza.
Questo riguarda le dimensioni dello stare insieme agli altri, nel divertimento, nel condividere fisicamente lo spazio e le cose anche senza conoscersi.
Questo viene prima ancora dei criteri estetici e del corpo che pure ad Aquafan sono visibili, e che alcuni degli intervistati incarnano.
Bello è quindi “la voglia di condividere fisicamente le sensazioni” (come afferma D., m., 54 anni).
Gli altri non sono invisibili nella massa ma (con)fusi con noi, presenti, visibili e percepibili.
È il linguaggio della moltitudine, dove l’aggregazione non è imposta da un evento spettacolare particolare ma è il risultato della scelta di esserci, di partecipare, senza una finalità precisa: “vivere una bella storia” dice F. 20 anni. È “lo stare insieme per lo stare insieme”, R. 40 anni. Efficacia della performance. La bellezza che nell’immaginario collettivo rimanda ancora ai canoni estetici del corpo, nelle parole degli intervistati richiama un altro valore: il corpo come relazione, come comunicazione con gli altri.
Un corpo non necessariamente abbronzato, palestrato, magro… ma come ritrovato medium di comunicazione.
E questo riguarda non solo e non tanto la “naturale” voglia di aggregazione dei giovani ma gli adulti stessi, che da soli o in famiglia, partecipano con entusiasmo all’esperienza collettiva.

Per quanto riguarda la famiglia, quando si parla della famiglia oggi si pensa spesso ad una realtà in continuo e tumultuoso mutamento.
Si tratta cioè ti tenere conto delle nuove e diverse configurazioni che oggi la famiglia può assumere mantenendo inalterato il proprio valore. La famiglia è ancora vista come punto di riferimento originario per le persone.
Come afferma una giovane intervistata: “la famiglia è il punto fondamentale. Anche se si pensa di no, è ancora un punto di riferimento” (G., f, 17 anni).
In altre parole, a fronte del mutamento si conserva, e forse si rafforza, il valore ed il ruolo dell’istituzione familiare come indispensabile mondo vicino.
A questo va però aggiunto un ulteriore aspetto del mutamento, quello dei comportamenti familiari.
Si scoprono e sperimentano tempi e modi nuovi per vivere la famiglia. Se quella tradizionale era il luogo dove veniva garantita materialmente la vita e la cura dei suoi componenti, la famiglia di oggi, che non ha certamente abbandonato queste dimensioni, sembra riconfigurarsi in un contesto in grado di svolgere più funzioni, non ultima quella di gestione del loisir.
Genitori e figli cercano e trovano oggi, senza grande difficoltà, i tempi e i modi per giocare insieme. Questo avviene in un mondo che sempre meno sembra disposto a rinunciare alla propria dimensione infantile, ludica e giocosa.
Childhood diffusa.

5 pensieri su “L’esperienza, lo sguardo, il turismo e altre cose…”

  1. Bellissima l’idea di “bellezza come vivere l’esperienza della bellezza”….rompe un pò con le immagini di perfezione che i media propongono, con corpi statuari e “misure perfette”.

    In questo post si percepisce un’idea della bellezza più disinvolta, che non è più un canone o una condizione sine qua non, ma è un elemento che coesiste con altri elementi, con altri valori come quello della famiglia appunto e del loisir.

    Carina anche l’immagine, molto De Gregoriana…

  2. complimenti per il paper,
    la mia curiosità è alle stelle per lavori di questo tipo.

    Sarei curioso di capire anche il peso che ha avuto la scelta di aquafan
    come teatro di socialità e corpi.

    Per quel che riguarda la famiglia,
    incredibile quanto sia palpabile ed evidente la negoziazione del loisir
    all’interno dell’alveo.
    Pensa al fenomeno KIDULT. Io ogni domenica scendo in piazza
    per un giro in bicicletta.
    Madri e figlie tendono a mimetizzarsi e confondersi
    in modo giocoso tra identiche scelte estetiche nell’abbigliamento
    e negli accessori.
    Le piazze pullulano di “Madri Hello Kitty”.

    Complimenti.

  3. Rispondo da `eastbourne, sotto la sottile pioggia inglese, in una delle rare pause di sopravvivenza da convegno.
    Le cose che dite emergono in effetti con forza dal nostro lavoro.
    Il fatto di lavorare ad Aquafan parte dalla idea che un paro tematico come questo e’ una eterotopia (Foucault), un luogo immerso e separato dalla societa’ e che ha la forza di rappresentazione del sociale.

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