L’esperienza di essere avatar

avatar art park

Prosegue la sperimentazione che facciamo all’unAcademy, cercando di esplorare le potenzialità di SecondLife senza cedere troppo a quell’atteggiamento di pura simulazione di spazi reali così in voga oggi dentro il metaverso.

Per questo motivo lo spazio Avatar Art Park che presenta la mostra “Per una riflessione sugli stili di Second Life”, curata da Mario Gerosa (un post esplicativo qui), contiene tracce del punto di vista che stiamo sviluppando e proponendo.

Il visitatore per arrivare nel luogo della mostra attraversa un ambiente in cui pannelli attivi presentano immagini che “parlano” direttamente al suo avatar, presentando diversi stili (Steampunk, Neoromantico, Gotico-Anat Goth, Newpop, ecc.), proponendo di esplorare – grazie ai landmark che forniscono coordinate per il teletrasporto- luoghi di SL che rappresentano al meglio gli avatar syle.
Il movimento nello spazio si abbina alle prospettive metaterritoriali e alle forme di esperienza diretta dei soggetti: molti i commenti di visitatori/esploratori che hanno dichiarato di voler “lavorare” sul proprio avatar a partire dagli spunti concettuali proposti.

Il luogo dell’attraversamento è punteggiato poi di frasi emerse nelle conversazioni online (post e commenti) attorno alla conferenza di Gerosa – che rimandano al loro contesto di lettura online – mostrando che lo spazio che si va costruendo è un progetto collettivo e connettivo.

L’uso invece della metafora dei “luoghi”, dell’abitare spazi fisici è ancora un aggancio che consente – in particolare ai tanti nuovi avatar_: si, perchè uno dei risultati di unAcademy è stato quelo di portare riluttanti indigeni della rete in SL😉 – di mantenere le coordinate spaziali nelle derive metaterritoriali. Ma dateci tempo… la sperimentazione continua.

Ps. Sull’onda della metafora: l’inaugurazione ha rispettato la tradizione dei vernissage con party e brindisi

avatar art park2

10 pensieri su “L’esperienza di essere avatar”

  1. “…si, perchè uno dei risultati di unAcademy è stato quelo di portare riluttanti indigeni della rete in SL”

    Che nervi, mi ero riproposto di starne lontano e invece …
    🙂

    Peccato che il client SL su Linux non è stabile.

  2. Ieri sera mi sono fatto una passeggiata nella “lounge” in via Genesi Italia🙂 .
    (spero di non aver disturbato nessuno con mio gironzolare, c’era una conversazione in corso al bar)
    Se rileggo ciò che ho appena scritto mi vengono dei flash di me in confortevole camicia di forza manica lunga e museruola stile “hannibal”, ma tralasciamo la mia riluttanza patologica conclamata ma non cronica (per fortuna)🙂

    mi sarebbe piaciuto molto partecipare all’evento “Le sfide del giornalismo nell’era dei network” ma dubito di farcela visto la lista d’attesa che mi precede.

    Per caso sono previste repliche/relazioni offline degli eventi ?

    Virtuale, network society, realtà partecipative, corpo-media, connessione, reti neurali decentralizzate, prima e seconda vita …. pillola rossa o pillola blu ?
    “Senta, mi dia un’aspirina che qui gira tutto vorticosamente…”
    😀

  3. Almeno un paio di tesisti che seguo stanno osservando (e in alcuni casi partecipando)l’esperienza dell’unAcademy. Alcuni focalizzeranno l’intera tesi su questo nuovo e stimolante esperimento…

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