Fan culture e fiction 2: anatomia di Grey

Original from http://www.flickr.com/photos/tifftheneutron/: “I made some Grey’s Anatomy marble magnets”.

Tra i lavori ben fatti del corso TComMediaCult di quest’anno c’è un lavoro su Grey’s Anatomy che mette in luce le forme di produzione dei fan e le interazioni con la produzione. Corporate culture and grassroots culture collide.

Da una parte le fan art, forum di discussione, parodie filmate e foto stile cosplayers, ricostruzione di personaggi e ambienti con i Lego… Dall’altra i blog dei personaggi, il forum della produzione con gli sceneggiatori che postano, il gioco di Grey’s Anatomy, i gadget…

E poi i territori di collisione, quando le forme di apertura partecipativa della produzione creano spazi di negoziazione e conflitto. E’ il caso delle lamentale delle infermiere in commento ai post degli sceneggiatori per sottolineare la condizione di scarso rispetto della loro categoria nella fiction. Cosa che ha coinciso poi con una puntata che ha mostrato lo sciopero delle infermiere nei confronti dei giovani medici che si sono mostrati incapaci di gestire da soli il reparto.

Queste e altre forme nel lavoro dei ragazzi. Da guardarsi con attenzione.

Contenuto extra molto apprezzato sia durante la presentazione che nei twit di commento (si, perchè le presentazioni sono state twittate… avevamo detto che era una cosa 2.0, no?) è il video “Sexy Back”, remix di fan, che sintetizza la componente medisex fiction della serie.

[YouTube=http://youtube.com/watch?v=BK3iF1DciHY]

10 pensieri su “Fan culture e fiction 2: anatomia di Grey”

  1. Davvero ben fatto il lavoro, complimentoni.
    Continuo a sostenere che rispetto allo scorso anno il salto di qualità è notevole, da entrambe le parti.

    Per quanto riguarda Grey’s Anatomy in particolare, penso che il successo sia dovuto ai personaggi, non nel senso caratteriale com’è stato per House, ma per la loro fisicità (la Heighl e la Pompeo per i maschietti, i dottori/infermieri stracciamutande per le femminucce, ma anche viceversa) e le parentesi sessuali che non mancano.

    C’è poi chi ha sfruttato l’hype ottenuto per avere successo anche singolarmente: la Heighl con il ben fatto “Molto Incinta” e Dempsey con l’insolito “Come d’Incanto”.

    Al prossimo lavoro.

  2. Penso che tutto rispecchi l’età di chi vede e commenta: io e le mie amiche (quarantenni, poco meno, poco più) vediamo la Grey’s in contemporanea e ci messaggiamo selvaggiamente per tutta la puntata in commenti anche irripetibili; ma poi, quando ci troviamo a parlarne, l’attenzione e le riflessioni vanno sempre agli episodi, nel profondo, alle parole che chiudono ogni puntata, a come ci siamo sentite vedendo certe situazioni …

  3. Argomento stimolante e ottimi risultati. Anch’io mi occupo di formazione e ho adottato come libro di testo “Cultura convergente” di Jenkins. Il passo in avanti molto significativo è comunque la modifica dell’approccio degli studenti, che diventa interattivo e 2.0.
    Per quanto concerne GA, proprio ieri mi sono concentrato sull’importanza della colonna sonora, che traccia i picchi emotivi dello storia e, contemporaneamente, ammicca ad una nicchia di ascoltatori per niente mainstream. Come accade per molta della migliore serialità americana contemporanea, si crea un blockbuster con scelte stilistiche e contenutistiche per niente facili o scontate. Un continuo dialogo tra alto e basso, tra temi mainstream e rifiniture di stile. Ma questo sembra essere poi una delle garanzie per il coinvolgimento attivo dei fan.

  4. @Elena: i prodotti mediali sollecitano meccanismi di “riflessività”, per cui si riportano le vicende a se stesi per immedesimazione e distaccamento. Vederlo assieme ad altri costituisce un modo per “mettere a tema” alcuni spunti… magari, come dici tu, parlando di “come ci si è sentititi”

    @Renato: è vero, questo prodotto è esemplificativo della complessità e dei piani di fruizione dei prodotti fiction contemporanei che vanno considerati forme di intrattenimento produttivo.

  5. @Elena: il tempo era poco per eseguire il lavoro (io ero proprio nel gruppo di Grey’s Anatomy). Ti assicuro che, se ce ne fosse stata la possibilità, mi sarei inoltrata volentieri in una simile missione. Anche perchè adoro assolutamente sia Ally McBeal che Grey’s Anatomy.

  6. @sybelle perchè secondo me grey’s anatomy è una clonazione di ally mc beal, in altro ambiente, con altre situazioni, ma sembra la sorella gemella … (scusa giovanni se approfitto dell’ospitalità)😉

  7. @elena: figurati, questo confronto è molto interessante…
    E’ vero che forse alcuni “temi” (lavoro e sessualità) sono esaltati nella stessa combinazione (almeno nella prima e seconda serie di Grey’s, perchè poi dalla terza si prende un po’ un’altra deriva).

  8. fisicamente simili, biondine, magroline, tontine(!), che cercano l’amore impossibile, senza problemi economici, con un lavoro che non perderanno MAI, tutte e due prime della classe, “brave a scuola e ultime nelle vita”, come si dice dalle mie parti, immuni da qualsiasi malattia … io non trovo le differenze😉 (e infatti le adoro tutte e due)
    mi chiedo: è un caso che la grey’s sia arrivata quando è finita la ally mcbeal? forse c’erano troppi avvocati e servivano più medici?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...