L’immaginario dell’onda anomala

moltitudine

L’onda anomala della protesta universitaria trova uno sbocco interessante nella costruzione di un proprio immaginario in Rete attraverso la figura-simbolo di Anna Adamolo.

Il sito fake del Ministero della pubblica istruzione e il blog di Anna Adamolo:

anna-adamolo

Anna Adamolo è un immaginario non domato e non normalizzato, è la volontà di tenere aperto il molteplice e il possibile contro l’arroganza di un pensiero contabile, è il rifiuto di sanare le difficoltà dell’oggi con le miserie di domani.

Anna Adamolo è “Noi la crisi non la paghiamo”, Anna Adamolo sono le studentesse e gli studenti, le precarie e i precari, le maestre e i maestri, le insegnanti e gli insegnanti, le bambine e i bambini, le mamme e i papà che in questo mese e mezzo hanno portato nelle piazze d’Italia una protesta mai vista contro i truffatori del presente e del futuro.

Anna Adamolo è lo strumento virale dell’immaginario che dalla rete si muove per colonizzare la realtà (trovate nel kit lo stencil per ricoprire i muri, come hanno fatto a Milano) e rappresenta un punto di riferimento per l’auto-organizzazione (come il netstrike lanciato in questi giorni che ha fatto collassare il sito non-fake del ministero).

Sono le conversazioni dal basso che producono strumenti di auto-rappresentazione capaci di alimentare un immaginario della protesta che nessun effetto di realtà può produrre… se non come spieghereste i presunti avvistamenti di una nuova pantera?

4 pensieri su “L’immaginario dell’onda anomala”

  1. Certo che da “tsunami” parola più cliccata del 2005 a questa deriva dell’immaginario, anzi a questo utlizzo di un simbolo così potente, ne sono successe di cose in mezzo. Ho visto anche fra i loghi dei movimenti che l’onda all’Hokusay (e/o simili) alimenta la comunicazione per immagini della protesta. Molto interessante.

  2. Il fatto che si sia arrivati ad autodescriversi trovando una forma potente capace di “guidare” la costruzione di immagini/immaginario (onde, ecc.) mostra un livello di consapevolezza accresciuta da parte di un movimento. A differenza degli anni ’90 la gestione, promozione, ecc. attraverso la Rete può sviluppare forme interessanti. Per ora vediamo quelle più consolidate… ma aspettiamo🙂

  3. A un mese dall’inizio delle proteste contro la riforma Gelmini, un primo bilancio è che al di là di qualche incidente e di qualche faziosa lettura che se ne è data, è stato un movimento compatto e trasversale che ha riunito in un’unica voce le aspirazioni di una variegata moltitudine di persone. A dimostrazione che l’esigenza di tutelare il proprio futuro trascende il colore politico e non si sottomette alle ideologie. Ciò che dovrebbe far riflettere la classe politica presente e futura sulla imprescindibilità di ampie convergenze sui temi che incidono sull’avvenire di un’intera nazione.

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