Distopie americane

moon

Ecco un paio di filmati di storia americana. Di quella storia fatta di eventi reali e immaginario.

Le news tv della NBS dell’11 marzo 1970 e il Keene act del 1977.

Guardateli e torniamo qui.

[YouTube=http://www.youtube.com/watch?v=I2RcUxTyf6w]

[YouTube=http://www.youtube.com/watch?v=bH3nYezU9O4]

Le immagini in bianco e nero del dr Manhattan che distrugge un carrarmato, filmato di propaganda degli anni ’60 di un’America in piena guerra fredda; la sua immagine riflessa nel casco dell’astronauta che sottolinea la sua importanza nel progetto che ha portato all’allunaggio; o il riferimento del colloquio tra Nixon e Manhattan a proposito del Vietnam.

Un esempio efficace di un marketing in stile viral che sta preparando il terreno all’uscita del fim Watchmen, rilasciando in rete tracce di narrazione che passeranno nella TV e nel sito di New Frontiersman – che nel fumetto è una pubblicazione “paranoica” strutturatasi attorno all’ipotesi cospirazionista, che scruta il passato e la vita dei Watchmen per capire come siano diventati ciò che sono ora.

La strategia è perfettamente coerente con quello stile di scrittura che Alan Moore ha introdotto nei comics durante gli anni ’80 considerando la vita dei supereroi – o simili  – raccontata nei comics solo dei momenti spot rispetto ad una complessità e sfaccettatura di eventi non narrati ma avvenuti, e quindi in grado di influenzare il presente. Per capirci: senza questa forma narrativa Lost – con i suoi flashback e flashforward – non esisterebbe neppure.

Mi sembra quindi che questa operazione – più di altre di marketing cinematografico – funzioni perché, di fatto, rispetta il linguaggio della miniserie Watchmen , la grammatica mooriana, il modo di de-costruire la narrazione quotidianizzando la realtà dei super – bellissime, in questo senso, le interviste all’uomo della strada … “meglio blu che rosso”

2 pensieri su “Distopie americane”

  1. Alla fine anche Watchmen passa alla riduzione cinematografica, ed è davvero molto interessante la strategia viral della quale non ero a conoscenza (ma dove vivo?). Grazie quindi della segnalazione. Spero che chi segue il tuo spazio si sia incuriosito e si vada a procurare la miniserie originale, qualcosa a mio parere di veramente eccezionale.
    Mi intristisce un po’ questa onda lunga delle riduzioni cinematografiche di comics, davvero gli sceneggiatori non hanno altro da dire?

    P.S. Si capisce che sono appassionato di fumetti “for mature readers”?🙂

  2. Cirdan: prima o poi era inevitabile che anche watchmen passasse dalle sale cinematografiche, e i tempi erano sufficientemente maturi per farlo (era ora, da 20 anni la 20th century fox deteneva i diritti per farne un film, prodotto invece dalla warner).

    Non la chiamerei riduzione, ma trasposizione o qualcosa del genere – se proprio vogliamo mettergli un’etichetta – che non “riduce”, ma che esegue con un altro linguaggio, in questo caso quello del cinema.
    Qualcosa si perde, qualcosa si acqusisce (l’azione, l’enfasi dei dialoghi ecc).

    Certo, è inevitabile fare parallelismi tra fumetto-film, ma le due esperienze dovrebbero rimanere ben distinte, come diversi sono i due linguaggi utilizzati.

    Intelligente la trovata di distribuire contenuti trasversali come i due filmati qui sopra, che non creano solo hype al film ma ne amplificano la fruizione/immersione divergendo in territori mediali altri, come in questo caso il falso storico televisivo, che anticipa e spiana la strada alla narrazione all’interno del film.

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