Il “lancio” dell’odio in Rete: sovraesposizione e controllo

L’atto violento del lancio di una riproduzione del Duomo di Milano da parte di Massimo Tartaglia, persona con problemi psichici, che ha spaccato un paio di denti a Berlusconi lasciandolo sanguinante dopo un comizio non è privo di conseguenze per la Rete.

Se prendiamo quella grande metafora che è diventata Facebook (o forse una sineddoche) nel descrivere la Rete e quello che accade in Rete, allora il moltiplicarsi di status update sulla vicenda Tartaglia-Berlusconi, di gruppi, di fan page, ecc. costituisce una buona argomentazione per quotidiani ed approfondimenti giornalistici in TV che riprendono le “conversazioni” e il loro tono. Finalmente, si dirà, la Rete riesce ad avere una sua centralità nel rappresentare l’opinione pubblica. Dipende dal tono e dallo stile che le “conversazioni” adottano.

Per capirci ecco alcuni gruppi/fan page (non riporto link, se volete cercateveli. Riporto invece dei contenuti delle bacheche in ordine casuale a mo’ di esempio e i numeri di membri/fan alla mezzanotte del giorno del fatto):

Santifichiamo subito Massimo Tartaglia per aver colpito Berlusconi!!! 223 membri

XXX “Massimo Tartaglia ha fatto ciò che tutti noi abbiamo solamente pensato e mai fatto perchè la violenza è sbagliata e non giusta… Tuttavia se lo merita per tutte le stronzate che ha fatto in Italia e per tutti i soldi che ha rubato… Ma come tifoso milanista ho solo una cosa da dire: “GUARISCI PRESTO PRESIDENTE”…”

XXX “l’odio che ho per quest’uomo mi fa gioire anche davanti ad un atto di violenza. berlusconi è un criminale quindi non mi dispiace affatto che sia stato toccato. visto che la giustizia non lo può toccare…”

XXX “Ke skifo di persone ke siete.. cm potete ridere su una cosa del genere?.. Vorrei vedere se accadesse a voi.. vergognatevi..”

MASSIMO TARTAGLIA VERGOGNA! SOLIDARIETA’ A BERLUSCONI 235 membri

XXX “DI PIETRO VERGOGNA …. (non sai nemmeno parlare)!!!!!!!!!! FORZA SILVIO….”

XXX  “povero silvio! appena ti riprendi rompigli il culo a quel bastardo!”

XXX “no alla violenza ma io sa quante botte darei a di pietro!”

Siamo tutti Massimo Tartaglia (aggressione a Berlusconi) 294 membri

XXX QUESTO GRUPPO E’ CONTRO LA VIOLENZA. E’ NATO PER PROVOCARE GLI ANIMI E ACCENDERE UNA DISCUSSIONE SULLE VIOLENZE MEDIATICHE CHE ABBIAMO SUBITO E SUBIAMO OGNI GIORNO DALL’ATTUALE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN MODO DIRETTO E ANCHE INDIRETTO

XXX MA VERGOGNATEVI, FATE SCHIFO ! BASTARDI COMUNISTI !

XXX quante stronzate…tanti discorsi,tante minchiate sulla violenza,su tonnellate di minchiate…vai massimo,hai fatto bene,…io avrei fatto di peggio

XXX s”siamo tutti massimo tartaglia? no siete tutti degli idioti

Anche sul versante Europeo:

Yo me alegro de que Massimo Tartaglia le partiera los piños a Berlusconi 8 fan

Oppure la pagina di Massimo Tartaglia, pagina fake aperta a poche ore dal fatto su Facebook, che ha 33.316 Fan (per ora) e in un suo status update dice:

Massimo Tartaglia  o mia bela madunina, che te tiro de luntan…” con 1492like e 432 commenti

È evidente, non è “opinone pubblica”, ma rappresenta il paese?

Quello che è certo è che da ieri sera i media generalisti (lo speciale del TG1 ad esempio) hanno mostrato  della Rete solo questo volto, soffermandosi sulle forme “becere” e quelle capaci di rappresentare “violenza”. E che le dichiarazioni che troviamo oggi sui giornali tematizzano il clima dell’odio nel Paese rappresentato in Rete. Durante una conversazione a Mattino 5 Belpietro chiede all’Onorevole Mantovani cosa ne pensa del clima d’odio che è emerso su blog e siti (pensa a Facebook, ma dice “blog e siti”) e se si stia facendo qualcosa. Mantovani risponde che interverrà certamente la polizia postale nell’individuare coloro che in Rete… ecc.

Un’occasione per riprendere il tema del controllo della Rete… dall’alto.

È evidente che la Rete non è semplicemente la rappresentazione della società ma è il luogo nel quale le forme della società si esplicitano e si riproducono e diventano oggi sempre più permanenti e ricercabili – pensate a GoogleReal Time Search e a come rende esplicite con una semplice ricerca le conversazioni su temi e persone nei social media. Le conversazioni “pubbliche” (profili aperti, gruppi, ecc.) sono (anche) un condensato di umori in tempo reale, urgenze spesso dettate da bassa riflessione, come se ci si trovasse in un luogo semi-pubblico (un bar di quartiere che frequentiamo? metafora da prendere con le pinze, solo per capirci) e si urlassero le proprie opinioni esponendosi a quelle altrui, quasi sempre sopra le righe (come quando si parla di ploitica o di sport). Il senso di (ir)responsabilità rispetto a ciò che si afferma nella volatilità delle parole dette al bar non trova un corrispettivo in una conversazione in Rete dove la permanenza e la visibilità pubblica  è potenzialmente illimitata nel tempo e nel numero di lettori (quante (e quali) persone possono “leggere” quel che diciamo al bar?).

Quello che è accaduto ieri in Rete è un po’ simile e un po’ diverso. Abbiamo l’apertura di spazi ad hoc su un evento nel quale le persone hanno aderito spesso “umoralmente”, per riconoscersi e distinguersi, con una conversazione “urlata”, con forte contrapposizione, con una percezione senza fine tuning della propria esposizione pubblica. È interessante ad esempio vedere come a gruppi inneggianti l’atto di sfregio a Berlusconi si siano iscritti, risultando fan, persone per controbattere ed offendere coloro che inneggiavano. Si è trattato quindi spesso di conversazioni non monocolore, dove stupidità ed opinioni si sono miscelate nel basso continuo dell’esprimersi in Rete, quindi pubblicamente, ma con l’emotività mediale che la vita sovraesposta nei social network produce. Una situazione complessa, certo.

Ho la sensazione che questo fatto rappresenti oggi un punto di non ritorno per la consapevolezza dell’esistenza della Rete e delle comunicazioni di massa sovraesposte in tempo reale.

7 pensieri su “Il “lancio” dell’odio in Rete: sovraesposizione e controllo”

  1. Proprio stamattina ho navigato all’interno del gruppo “Il popolo viola” e i commenti all’ultimo post scritto sono solo un elenco interminabile di insulti tra i vari utenti. Concordo pienamente con quanto ha detto, stavo proprio riflettendo su tutto ciò: su come la gente stia facendo un utilizzo sbagliato della libertà di espressione in Rete.

  2. grande di pietro
    di pietro presidente del consiglio subito. agite alle provocazioni.gente d talia ki vi provoca ammazzatelo di pietro lo permette nn fate più uso della giustizia attraverso le forze dell ordine agite da soli lo ha detto di pietro e quindi si può fare

    1. Si ricomincia? Mi piacerebbe che questo post non venisse contaminato, perchè sostiene la pura verità. Colui che ha scritto il post (per lo meno da quello che ne ho dedotto) non vuole esprimere la propria opinione riguardo l’accaduto (che sia giusto quanto abbia fatto Tartaglia oppure no) ma semplicemente spiegare come tale fenomeno abbia evidenziato in maniera MOLTO esplicita l’utilizzo (sbagliato) che troppi fanno dei social network.

  3. italia dei valori: ma ke valori?odio non è valore violenza non è valore, a scusate dimenticavo di pietro è un grande ignorantone non sà cosa vuol dire valore , spiegatelo ,e se eravate voi ignorante come lui peccato però

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