I doni di Facebook

Tra i 15 termini più presenti nel 2009 negli status update di Facebook troviamo “Farmville”:

people of all ages have become addicted to Zynga’s hit farming game FarmVille since it launched in June. The app is by far the largest game on Facebook, with more than 73 million monthly active users as of today.

La funzione dei giochi, delle applicazioni ludiche, su Facebook ha a che fare sì con l’intrattenimento ma è anche alla base della logica di messa in connessione tra individui. Dai quiz che misurano gradi di affinità e competenza tra amici ai giochi tormentone come Vampires o Zombies nei quali devi coinvolgere e sfidare più persone possibili. Queste forme di intrattenimento puro funzionano come attivatori di reti attorno ad una dimensione relazionale debole, che sviluppa e rende evidente i meccanismi della socievolezza che sono orientati alla costituzione di forme “pure” delle relazioni sociali.

Sono forme che – come scrive Simmel nel 1910 –  “acquistano una vita propria libera da qualsiasi legame dai contenuti per compiersi come fini a se stesse in virtù del fascino che emana dall’essere distaccate” e che consentono di far società come valore in sé e per sé. Dietro a queste forme banali del tempo libero risiede una pulsione a dare tangibilità a tutte quei legami materiali ed immateriali che attraverso la rete prendono consistenza come connessioni pure, al di là del valore specifico. Connessioni che contano per il fatto che ci sono e sono potenzialmente attivabili.

Tanto più a Natale.

Quante volte verrete taggati in un’immagine natalizia in cui sarete una pallina di Natale, un dono sotto l’albero o parte di un paesaggio con slitta e renne?

Quanti virtual gift riceverete nel vostro wall, costringendovi, per vederli e magari ricambiare, ad accettare di installare applicazioni che si nutrono dei vostri profili?

Con un tocco di personalizzazione in puro stile “era dei contenuti generati dagli utenti”, come nel caso di Santa Yourself che consente di aggiungere il tuo volto ad un Babbo Natale danzante da inviare ai tuoi friend.

Economia del dono all’epoca dei social network. Forme di reciprocità che servono a costituire il tessuto connettivo tribale dei vissuti online.

E a mettere a disposizione di aziende che costruiscono applicazioni professionalmente sia i propri contenuti, che la propria creatività (anche bassa) che le proprie relazioni. L’altro lato delle cose, nella friendship diffusa di Facebook.

Ecco allora Playfish che lancia un concorso (grazie a Luca per la segnalazione) tra gli iscritti alla sua fan page per produrre ambienti natalizi nei loro giochi (come Pet Society) o anche in real life, magari ispirandosi alle ambientazioni del gioco playfish preferito:

Here at Playfish we know how creative you guys are and how much you love decorating, both in Playfish games and in real life. “So!” We thought “How about a festive decorating competition!” And that’s what we did!

It’s clear you like to create all kinds of amazing ideas so we don’t want to limit you too much – maybe you’d like to make your home in Pet Society look just like your home in real life with all its traditional decorations?

Or perhaps you could use inspiration from your favourite Playfish game to make decorations in real life

Nell’assoluta sincronizzazione fra tempo dentro e tempo fuori dai media su Farmville trovate ora la possibilità di personalizzare la vostra fattoria con decorazioni natalizie, neve che ricopre gli appezzamenti liberi da coltivazioni, ecc. e trovate doni da fare ai vostri “fattori” vicini, compresa una renna. Naturalmente a pagamento.

Un Buon Natale.

Tra forme dell’intrattenimento e della socievolezza e sfruttamento da parte del mercato dei nostri rapporti.

Al di là di ogni dipendenza, se non quella dalle relazioni sociali.

2 pensieri su “I doni di Facebook”

  1. Sono stato taggato dai miei studenti – che mi conoscono da un paio di mesi – in una loro immagine natalizia su facebook con casa coperta di neve, fiocchi che cadono etc. (“loro” foto nel senso che gli altri taggati sono tutti amici). Devo dire che mi ha fatto molto piacere, perché l’ho letta – proprio come scrivi tu – come una accettazione da parte loro… Se è vero che probabilmente hanno pochi altri prof. tra i contatti di facebook, credo anche che abbiano condiviso il tipo di relazione che sin dall’inizio ho cercato di creare con loro (dovere studiare i nuovi media in questo aiuta senz’altro ^_^).

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