Political Valentine

Spesso la creatività della comunicazione politica si annida più negli interstizi locali e territoriali che nelle scelte istituzionali dall’alto.

Se prendiamo il manifesto (segnalato da Leonardo) che PD e Giovani del PD di Milano hanno firmato per S. Valentino troviamo alcuni spunti interessanti (al di là del lavoro grafico decisamente perfettibile).

L’idea che c’è dietro è quella di giocare sul proprio campo lo slogan creato dall’avversario politico, quel “L’amore vince sull’odio” che Berlusconi ha lanciato attraverso il sito del PDL dopo l’aggressione a Milano.

Rendere concreto l’astratto. Ecco allora che, in perfetta sincronizzazione tra tempo della comunicazione e tempo della realtà il tema dell’amore viene declinato sulle difficoltà di costruire e mantenere rapporti di coppia e familiari a causa delle difficoltà economiche, di lavoro, di esclusione sociale, ecc.

Un’idea semplice ma credo efficace di costruzione di una semantica politica che sappia muoversi territorialmente, radicarsi alla realtà ma anche declinarsi in chiave emotiva e passionale. Magari aiutata dalla professionalità del visual, anche se, sui muri di Milano un’immagine “povera” come questa credo possa avere un suo impatto significativo.

Ma esistono anche campagne politiche di San Valentino più complesse che sfruttano le relazioni tra le persone, come quella  creata dal partito Repubblicano in USA sulle Valentine’s Day e-cards che permette di spedire delle Valentine con foto di democratici e messaggio che sottolinea la fallacia della politica del Partito Democratico.

L’invito esplicito è:

Share them with all your family and friends, especially those Democrats who need to know how you feel about the wrong direction their party is dragging our country.

3 pensieri su “Political Valentine”

  1. quando il privato si pubblicizza oppure una forma di come lo spazio sociale e le relazioni siano soggette ad una forma di “potere” che trova espressione nello spazio pubblico condiviso così da non solo traslare la realtà ma rimescolare le carte di concetti noti e definiti in un nuovo modo, diverso.

  2. Una colonizzazione delle forme della relazione da parte del pubblico che in ogni caso presenta la solita demagogia familistica all’italiana.

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