Effetto farfalla ed editoria digitale

Ci sono giorni in cui hai la fortuna di vedere una farfalla nell’esatto momento in cui batte le ali. Se il movimento d’aria che produce genererà un uragano sul mondo dell’editoria non posso saperlo. So però che con il progetto 40k Books ci troviamo di fronte ad un caso di “sensitive dependence on initial conditions” che ha, secondo la logica della Teoria del Caos – e parlando dell’editoria mi sembra pure appropriato –, la possibilità di introdurre (anticipare?) un movimento evolutivo che può sollecitare l’intero sistema.

Giuseppe spiega bene – e in tono consapevolmente narrativo – come sono andate le cose:

Una mattina di fine aprile a Milano, durante una colazione all’aperto, ragionavamo con Marco Ghezzi e Marco Ferrario su cose di cui, in fondo, discutevamo da mesi sui blog e ai convegni. I temi erano quelli di questi tempi: come sta cambiando l’editoria, gli ebook e i formati nuovi che si possono immaginare.
In particolare ci piaceva l’idea di poter pubblicare libri in diverse lingue e di lavorare su racconti, novelette e brevi saggi focalizzati. Abbiamo discusso a lungo su come caratterizzare i testi (non sapevamo ancora che avrebbero avuto le bellissime copertine di Roberto Grassilli). Ma concordavamo già allora su una cosa: dovevano essere lunghi sulle quarantamila battute, ci dicevamo, usando questa “distanza narrativa” come esempio. «Chiamiamola 40k», ha detto Marco Ghezzi.

Artigianalità ed innovazione, esperienza editoriale e visione.

40k lavora sul formato aperto ePub che garantisce, sul piano della personalizzazione, di sfruttare le dinamiche reflowable dei contenuti, cioè di adattare il testo al proprio lettore e di resizable, adattamento alle proprie “pratiche” di visione (ridimensionamento del carattere). Sul piano culturale rappresenta la sfida lanciata dall’organizzazione International Digital Publishing Forum in termini di standard free e open. Se la mancanza di DRM (in soldoni: protezione dei contenuti) sia da considerarsi una debolezza o una sfida lanciata alla sensibilità del mercato e della cultura digitale è tutta da vedere e da monitorare.

La produzione/distribuzione multilingua garantisce la possibilità di sprovincializzare l’idea editoriale del formato elettronico e di abbracciare pubblici numericamente interessanti (penso al mercato in lingua spagnola ed inglese) potendo però sfruttare la potenzialità cumulativa dei mercati più ridotti (Italia, ad esempio). Il che permette di evitare di produrre domande del tipo: “Può funzionare per il mercato italiano l’editoria elettronica?”. Se ti pensi solo come editore localizzato allora hai capito poco di come funziona la coda lunga della Rete. Soprattutto perché qui non abbiamo a che fare solo con un distributore ma con la costruzione di un progetto editoriale che va alla ricerca di narrazioni e saggi inediti da proporre.

E qui viene, a mio parere, un elemento culturale che caratterizza il battito di ali di questa farfalla: progettare attorno ad un formato “adatto” alla tipologia di fruizione da supporto elettronico e che si sintonizzi sulla nuova sensibilità di lettura del pubblico che legge a video. 40 mila battute. Una “distanza narrativa” che è una vicinanza cognitiva e di pratiche a chi “consuma” lettura digitale. Non si tratta solo di produrre contenuti più brevi ma di creare un formato che respiri il mood di lettura da video, che sia in sync con la lenta evoluzione che la pratica di lettura diffusa di contenuti in Rete sta generando. Sfruttando poi – e penso qui alla collana saggistica: Thinking – le possibilità iper-testuali, iconiche e di rappresentazione visiva dei contenuti dialoganti con le linee di testo mettendole in relazione con il bisogno di agire che la lettura video-digitale produce, quindi mettere segnalibri, prendere appunti, condividere spunti…

La distanza esperienziale e cognitiva rispetto alla pratica di lettura “a stampa” ce la racconta Kevin Kelly nel paper il occasione del 40° anniversario dello Smithsonian, Reading in a Whole New Way. As digital screens proliferate and people move from print to pixel, how will the act of reading change?

Books were good at developing a contemplative mind. Screens encourage more utilitarian thinking. A new idea or unfamiliar fact will provoke a reflex to do something: to research the term, to query your screen “friends” for their opinions, to find alternative views, to create a bookmark, to interact with or tweet the thing rather than simply contemplate it. Book reading strengthened our analytical skills, encouraging us to pursue an observation all the way down to the footnote. Screen reading encourages rapid pattern-making, associating this idea with another, equipping us to deal with the thousands of new thoughts expressed every day.

Vedremo se le ricerche neuro cognitive e comportamentali confermeranno nei prossimi anni. Per ora godiamoci la brezza di novità estiva di 40k. Tra l’autunno e l’inverno si moltiplicheranno le correnti generate dagli editori di libri fisici che porteranno i loro cataloghi in digitale e vedremo se e come sapranno innovare.

Intanto il progetto gemellato Bookrepublic, che distribuisce in digitale una serie di editori indipendenti, è già partito. Il movimento d’aria si è fatto più forte.

2 pensieri su “Effetto farfalla ed editoria digitale”

  1. Stiamo ancora parlando di un mercato dello 0,1% (in proiezione, per giunta), ma è anche vero che fino ad ora non c’era mercato perché non c’era offerta. Penso che come dici tu, con questi due attori entrati in scena la cosa si faccia più interessante. Poi tra un po’ scenderanno nell’arena anche i grossi (Feltrinelli, Mondadori e sembra che la Telecom abbia già pronta una libreria digitale tutta sua) e sarà interessante seguire la cosa.

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