Places e il bacio di Giuda

L’avvento della geolocalizzazione per l’Internet delle masse passerà per la cyber borghesia che risiede su Facebook.

L’arrivo di Places rappresenterà la divulgazione più pragmatica del concetto di geolocalizzazione associata alle pratiche della Rete.

Basta leggere le prime reazioni all’uso che in America – per ora- ne viene fatto:

after only one day of using Places I’m seeing the potential here. I’m seeing friends checking-in who I’ve never seen use Foursquare. I’ve seen some friends check-in who I’m fairly positive have no idea what Foursquare is. Earlier, I was in a park near my apartment and I checked-in and saw that 30-some other people that I wasn’t friends with were checked-in there as well (via TechCrunch).

E mostrerà con chiarezza la relazione fra l’abitare la Rete e risiedere nei luoghi fisici. Con i suoi pro ed i suoi contro.  Come quando la nostra presenza in un luogo in cui non dovremmo essere viene taggata da uno dei nostri friend o consentiamo inconsapevolmente che in automatico il sistema renda visibile la nostra presenza nel luogo da cui ci colleghiamo.

Il chek-in di Places rischia di diventare un bacio di Giuda. E senza denaro in cambio.

Giuda è stato lo strumento di geolocalizzazione di Gesù e un simbolico atto di tradimento da parte di un amico.

Forse solo un attento settaggio della privacy ci salverà.

Un pensiero su “Places e il bacio di Giuda”

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