Il NewTwitter: tra Facebook e Justin Bieber?

Non sempre la vita si riesce a concentrare in 140 caratteri. È così che Twitter introduce il cambiamento in atto con il #NewTwitter, elegantemente presentato con un video e con un’interfaccia preventivamente sperimentata ed apprezzata dagli utenti iPad e che, praticamente, è stata ottimizzata per il web –anche se internamente affermano “There’s a shared thinking, but different methods in the creation of the new Twitter.com”.

Di fatto si tratta di sviluppare una doppia immediatezza in profondità, gestita da una finestra di approfondimento, relativa alla fruizione di contenuti ed informazioni: 1. restare all’interno del flusso per vedere immagini e video che vengono incorporate (immediatezza multimediale); 2. ottenere informazioni aggiuntive sull’utente che si sta leggendo (il suo mini profilo, i suoi tweet, una mappa georeferenziata dei luoghi da cui ha tweettato …), il tutto senza saltare da una pagina all’altra (immediatezza informativa).

Non credo che si tratti di una vera e propria facebookizzazione di Twitter, come qualcuno ha scritto, anche se, ormai, Facebook è diventato la metafora del nostro pensare la Rete in chiave sociale. Certo è che la mission iniziale di sintesi informativa – “The constraint of 140 characters drives conciseness and lets you quickly discover and share what’s happening” – cede alla necessità e ai bisogni di condivisione di socialità più allargata. Che è, in definitiva, un modo per sviluppare tempi di permanenza più lunghi sul social newtwork – questo sì mira ad emulare i comportamenti sociali degli utenti Facebook con compulsivo controllo degli status update, video segnalati dai friend da guardare, giochini in cui disperdersi …

Restano però le differenze di comportamento sociale degli utenti di Facebook e Twitter e le attitudini all’uso dei due social network nei diversi paesi  – sia relativamente alle differenze fra i due che dell’uso dello stesso social network da parte di una diversa popolazione (pensiamo all’utilizzo essenzialmente informativo degli americani…).

Certo è che i fan di Justin Bieber, che, pare, ingolfa il 3% di Twitter, richiedendo server dedicati per il suo traffico e che un giorno sì uno no portano la loro star tra i trending topics, potranno cominciare a condividere anche video e foto a migliaia senza spostarsi dalla piattaforma, a condividere fanart e altri contenuti che prima si disperdevano fra siti e Facebook. Perché la loro vita connessa non si riesce a confinare ai 140 caratteri.

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