Insurre(le)zioni di primavera

Oggetto: una lezione sul rapporto tra economia, immaginario e cultura. Ed il possibile ruolo dell’arte.

Luogo: Borsa, Piazza Affari Milano.

Docenti: Antonio Caronia, Franco Berardi.

Studenti: quelli dell’Accademia di Brera.

Un’idea semplice, provocatoria, le cui radici sono già state raccontate. Portare nel centro simbolico del potere economico italiano una riflessione che metta in luce la colonizzazione dell’immaginario da parte del capitale – o almeno per me questo è il senso.

L’azione di disturbo ha meritato l’intervento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Perché la cultura, anche nel suo provocare attraverso le parole, evidentemente, rischia di produrre violenza.

Il video rimbalza in Rete. Ma non sempre trova consenso. Scrive ad esempio SkullAndBones:

Ho visto l’intero video con enorme sforzo:
Dire che non ci sono tasse sulle speculazioni è dichiarare il falso
Non tutti quelli che lavorano a Piazza Affari sono speculatori, anzi, siamo nell’ordine del 10% come flussi
Dire che c’è un debito pubblico di 30,000 euro a persona è rigirare una questione di per sè semplicissima, anche perchè è un debito personale assolutamente fittizio
Il patrimonio di Berlusconi confrontato al debito pubblico c’entrano come i denti del docente, ovvero nulla
La Borsa è una società privata, quindi lì non potevano entrare nè fare una stupida lezione
I docenti di arte parlassero di arte, non di cose che non conoscono
Poveracci

Oppure duxinfabula:

ignoranti alla riscossa…il 75% di chi protesta in Italia lo fa senza avere la minima idea di cosa stia avversando. il 20% è composto da professionisti della protesta che non perdono occasione per rompere i coglioni a quanta più gente possibile. il restante 5% si divide tra esperti che vorrebbero far parte del sistema ma che non caga nessuno (sparuta minoranza) e politici o politicicchi che non perdono occasione per farsi un po’ di pubblicità.

Ecco, insurre(le)zioni come questa salvaguardano anche la libertà di parola di chi ha fatto i commenti riportati sopra.

3 pensieri su “Insurre(le)zioni di primavera”

  1. C’è una riflessione che ho spesso sentito fare ultimamente e di cui, secondo me, si parla ancora troppo poco:
    la nostra generazione è quella che consegnerà alla successiva un mondo più povero, e credo sia la prima volta che accade dal dopoguerra.

    E a una generazione che si chiede il perchè di questo impoverimento per capire le ragioni, e magari evitare che continui così anche per loro, non si riescono a dare risposte …

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