Internet in sicurezza: basta parlarne

Il 7 febbraio si celebra il Safer Internet Day che quest’anno è dedicato al tema Connecting generations and educating each other e che ha per slogan “Scoprire il mondo digitale assieme… in sicurezza!”.

Anche in Italia abbiamo una serie di iniziative che coinvolgono Polizia Postale e delle Comunicazioni, Telefono Azzurro, Società Italiana di Pediatria (SIP) e Comitato Consultivo del Centro Giovani Online. E anche Google Italy che collabora al corso di formazione nelle scuole “Non perdere la bussola” e che ha stilato con la SIP il documento “Consigli per tutelare la sicurezza online delle Famiglie”. Immagino che sia denso di consigli e buone pratiche, che spieghi con semplicità e dia qualche suggerimento utilizzabile da subito. Io però online non l’ho trovato né nei siti dedicati ai progetti o dei partner né su google🙂 – il che non mi sembra una buona cosa, ma magari gli annunci anticipano i tempi. D’altra parte il sito italiano Safer Internet – non proprio bellissimo –  è fermo al 2001.

Ma diciamo che la tematica è spreadable e basta che ne parliamo.

Update: nel giorno del Safer Internet Day su google.it è uscito questo che forse fa parte del percorso.

3 pensieri su “Internet in sicurezza: basta parlarne”

  1. come ho già detto e anche scritto in passato – “l’Internet è lo specchia della nostra società”, soprattutto nell’ambito dell’applicare delle misure “progettate”, e in Italia siamo uno dei paesi campioni nel non farlo. Quando prevalgono i soldi, si scomunicano pure i morti, i santi, i nulla facenti. Basta guardare i recenti eventi a livello politico-amministrativi. Che il male della rete delle reti è la “sicurezza” si sa dalla nascita di internet, come si sapeva dall’introduzione dei motori a combustione fossile dell’inquinamento… Insomma, guardiamoci allo specchio, siamo piccoli, ma siamo tanti e possiamo obbligare le sfere più alte ad ascoltarci; allo stesso tempo la coesione sociale non farebbe male nel aiutarci a vicenda nel rendere Internet un posto più sicuro partito da NOI (dal basso) e non dal DIKTAT amministrativo. Dobbiamo solo arrivare alla “massa critica” di coinvolgimento media-olistico (termine che suggerisce la battaglia non solo sulla rete, bensì su tutti i canali disponibili per far nascere una coscienza collettiva del problema al di fuori del bacino di utenze strettamente legato agli internauti).Tolto il vento alle correnti proibizionistiche dei media… staremo più tranquilli.

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