Gli Auguri ai tempi di Facebook

[Image by Free Vector]

Gli Auguri ai tempi di Facebook: tutte cavolate. Una massa informe di persone di cui sei friend per caso che ti fanno gli auguri in modo indistinto, insincero, così per fare… oppure: per mettersi in mostra.

Pensatela come volete ma vedere sorgere sul wall i modi diversi di farmi gli auguri non mi ha dato quella sensazione. Uno può scegliere: li fai o non li fai. E già questo ha un senso. Anche perché lo fai in pubblico, ti esponi e potresti non farlo.

E poi io quelle persone le conosco bene. Alcune meglio di altre, ma le conosco.

Gli amici del liceo. I miei ex studenti e laureandi. I mie studenti attuali, quelli che hanno finito il corso e quelli che stanno facendo i lavori sulle culture partecipative. I blogger, o meglio, quegli amici che hanno un blog e che ho conosciuto di persona in diverse occasioni, con cui “chiacchiero” sui social cosi in modo tutto sommato costante. I giornalisti che ho visto in diversi contesti e che seguo nelle loro cose. I colleghi, diversi, con cui condivido cose da leggere e momenti per scambiare delle idee, anche in modo sparso durante l’anno, ma che stimo, come non sempre avviene nel nostro mondo. I dottorandi, quelli che gravitano attorno al nostro dipartimento e quelli che hanno progetti di ricerca che ho incontrato nel mio girovagare nelle sedi universitarie e – molto spesso – online. E gli avatar di SecondLife, che non sono mai rimasti solo “avatar” e che ho conosciuto di persona, con cui ho condiviso un bel po’ di tempo facendo esperienza di formazione, di giochi di ruolo, di studio del mondo e – perché no – facendo quelle chiacchiere sull’umanità che hanno permesso di mettere in relazione i punti di vista diversi. E gli amici del LaRiCA, friend di un social network live che ci connette in una istituzione totale che è più sopportabile grazie a loro.

Ma gli auguri ai tempi di Facebook sono anche quelli che ti compaiono in chat durante la giornata con i gradi di confidenzialità più diversi. O quelli meno esposti spediti nella mail interna.

Ognuno con il suo pudore e il suo senso della relazione fra l’essere in pubblico o essere in privato.

Poi, ovviamente ci sono le telefonate, le mail, gli sms … che garantiscono un grado di vicinanza diversa, costruita spesso in opposizione a Facebook. Perché Facebook è anche questo, un’occasione di distinzione e costruzione di intimità comunicativa diversa.

Comunque sia, questa nota è per voi “friend”, i livelli di amicizia tra noi li conosciamo bene e siete riusciti ad esprimerli con le sfumature. Nei vostri Auguri non ho visto l’“indistinto” della folla ma la singolarità della moltitudine.

[Questo post l’ho scritto come nota l’anno scorso sull’onda della moltiplicazione di auguri nella mia timeline di Facebook. Lo condivido anche qui quest’anno, credo che il “senso” del discorso non solo valga ancora ma abbia preso più consistenza]

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