Re: @gba_mediamondo Editoria unofficial: tra self publishing e nuova circolazione

[disclaimer: sono un autore 40k e conosco bene il responsabile editoriale. Detto questo quando scrivo di qualcosa ci metto la faccia e la mia reputazione online. Preferisco avvertire e continuare a parlare di temi che ritengo interessanti]

L’editoria oggi sta ripensando se stessa, spinta anche dal sussultare delle onde di innovazione culturale e di condizioni produttive e di circolazione che il web propone. Da una parte troviamo quindi le possibilità del self publishing, con l’apertura di credito al singolo autore che, però, deve rinunciare al brand di una casa editrice, ad esempio, e saper controllare  l’intero processo produttivo e di distribuzione per costruire un prodotto culturale di qualità e che sia visibile a partire dai luoghi di circolazione e diffusione. Dall’altra sappiamo che i contenuti editoriali incorporano sempre di più le reti sociali che si costruiscono attorno a loro ed al loro autore così da valorizzare il prodotto editoriale caricandolo di senso capace di indicare le vie di circolazione. La reputazione online di un autore, ad esempio, finisce per costituire il DNA nelle possibilità di circolazione.

Per questo motivo trovo di particolare interesse il progetto 40K Unofficial che si propone come luogo editoriale di disintermediazione fra autore e pubblico… gestito da una casa editrice (anche se di editoria online).

L’idea è semplice: immaginate di avere un post un po’ lungo, di quelli che pensate raccontino bene quello che volete dire su un tema e di farlo diventare un ebook editorialmente gestito e distribuito da chi produce e distribuisce professionalmente online contenuti editoriali.

Perché allora non lasciare che restino post in un blog, ad esempio? Dovete chiederlo ad Alessandro Gilioli, Luca De Biase, Lia Celi e Simona Melani che aprono la non-collana parlando di temi a loro cari e sui quali hanno una reputazione online visibile e connessa.

Abbiamo forse bisogno di nuova circolazione delle cose che pensiamo e condividiamo online nelle nostre reti sociali, tra spazi di blogging e social network, aprendoci anche ad altre forme pubbliche del dibattito. Come quella del libro/ebook, che ha logiche di lettura ed attenzione diverse da quella di un post o di uno status. Che prevede modi e tempi di lettura e riflessione diversi, sottratti al flusso, sospesi e concentrati. Magari per rimettere poi il tutto, come commento o segnalazione, nel flusso.

Così la casa editrice si fa piattaforma di servizio per produzione/circolazione per chiunque abbia un suo momento unoff da proporre (come da form).

Da notare le copertine adatte al web e alla circolazione sociale che hanno una quarta incorporata sotto forma di ReTweet.

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