Partecipazione transmediale e circulation

davveromanituana

La riflessione che sto svolgendo attorno ai pubblici produttivi – in parte “precipitata” editorialmente in “Stati di connessione” – mi ha portato ad analizzare concretamente quelle forme partecipative transmediali che mostrano la trasformazione delle audience in una chiave “post” che dobbiamo imparare ad osservare ed interpretare. La lezione della social television e la morte del telespettatore puro sta rendendo tangibile la direzione presa. Ma esistono molti altri ambiti che sperimentano questa mutazione e non necessariamente solo dall’ultimo anno. Ambiti che mettono a fuoco la necessità di ripensare il modello editoriale di produzione, distribuzione e consumo di contenuti culturali, ad esempio.

E’ questo il senso dell’articolo  Productive publics and transmedia participation, appena pubblicato nella rivista “Participations. Journal of Audience & Reception Studies”, e che analizza lo storytelling come piattaforma transmediale di attribuzione di significati e di costruzione di un ethos condiviso. I pubblici produttivi partecipano in modi diversi (come prosumers, ProAmmers, produsers) alla creazione di un nuovo modello di circolazione di contenuti narrativi. La circolazione si riferisce ad un sistema emergente ed ibrido in cui la diffusione mediale operata da spreadable media è parzialmente messa in forma da comportamenti di consumo autorizzati e non e in cui operatori commerciali e non commerciali aiutano i contenuti a diffondersi attraverso le culture. I casi approfonditi riguardano la natura transmediale e partecipativa del romanzo Manituana dei Wu Ming, la sperimentazione proam del fumetto Davvero e la forma di engagement della comunità di lettori, lo Storfying de La Stampa di Anna Masera e i pubblici produttivi nelle news e la produzione indie di Open Webcomics Shockdom.

 

Productive publics and transmedia participation

Abstract

The purpose of this paper is to describe the emerging reality of networked and productive publics in the increasingly complex environment of the transmediality of production, distribution and consumption of digital contents related to entertainment and information. In this context, storytelling becomes a transmedia platform for the attribution of meaning and the construction of a shared ethos; here, “productive publics” participate in different ways to create a new model for the circulation of narrative contents. In this paper, I consider some Italian examples of transmedia contents (which in this paper I refer to as “bonus track”) that circulate freely, and have been developed either by corporations or by authors, both as “productive publics,” in complex ways generating participatory practices that produce different possibilities of liberation and of exploitation.

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