Un partito in franchising

M5S franchising

Basta leggere il non Statuto.

Beppe Grillo è  “unico titolare dei diritti d’uso” (art.3) del MoVimento 5 Stelle e il brand viene concesso a gruppi che lo richiedono per costruire liste locali dopo aver vagliato se i candidati rispettano i requisiti di idoneità.

I contatti con l’Europa sono cominciati da un po’ e  Slovacchia, Romania, Bulgaria a Est, ma anche Grecia, Spagna e Portogallo più a Sud, sono tra i dialoganti possibili. D’altra parte il risultato elettorale italiano è una buona premessa, mutatis mutandis, per raccontare l’efficacia del modello culturale.

Tecnicamente è possibile immaginarlo come un partito in franchising – in Italia è di fatto già così –, anche se ricorda Grillo “È ovvio che non sarà usato il marchio a 5 stelle ma i programmi e gli strumenti sono gli stessi. E in ogni Paese si devono trovare i rappresentanti”.

Detto così sembra di avere a che fare con un modello di mercato connesso a logiche di business. E alcune letture che connettono il M5S alla pubblicità che si trova sul blog beppegrillo.it vanno in questa direzione. Vale la pena ricordare che per l’art.1 è questo blog la sede del movimento, da qui quindi si passa per avere informazioni, per le votazioni, ecc. e che un’analisi spannometrica valuta il guadagno tra i 5 e i 10 milioni annui.

Ma se lo pensiamo in senso più politico (ed astratto) quello del franchising è un modello capace di rispondere alle forme di stratarchia delle comunità politiche, per come lo descrive Kenneth Carty. Dove per stratarchia va intesa una proliferazione del gruppo dirigente al posto di una concentrazione, con una concezione del potere e del suo esercizio diffusa in strati di comando con gradi diversi di indipendenza. È questa la natura, di fatto, del “partito leggero”.

La forza del modello di  franchising sta nel riconoscere che gli impulsi stratarchici delle comunità politiche funzionano in modo non uniforme nello spazio e nel tempo e fornisce un framework per soluzioni organizzative differenti a fronte di sfide che i politici devono affrontare.

Anche se so che pensando a Grillo pensate maliziosamente ad un potere oligarchico. Ma si tratta di capire come la relativa indipendenza degli eletti sul territorio- autonomia su scelte adottate localmente – , il mutamento sociale che sta alla base del collante del movimento, saprà rispondere alle sfide future e alla trasformazione che sia l’istituzionalizzazione che le derive dell’essere una forma politica online information-based proporranno.

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