Ragazze che limonano su Facebook: riflessioni a margine di un’economia della celebrità

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La storia è semplice, esemplificativa di tante storie, di quelle che capitano agli adolescenti oggi. Storie che rimangono talvolta in astratto, lette su pagine di giornale che possono titolare “Ragazze che limonano su Facebook”. Che hanno la concretezza di essere però storie vicine a noi, alle esperienze che facciamo e che se approfondiamo con minore distacco diventano le storie di figli che abbiamo o che avremo, di nipoti e cugini, di quegli adolescenti che vivono le loro vite connesse. E lo fanno in una società che ha determinate attese su di loro, economiche e culturali. Questa è la storia non solo di due ragazze ma della società che sta attorno a loro, fatta di altri ragazzi e di genitori, di educatori e conoscenti; ma anche di politica ed istituzioni, di media ed imprese che hanno costruito un terreno culturale e politico in cui gli adolescenti sono chiamati a vivere. Ve la racconto per come mi è stata raccontata ma distorcendo particolari, perché quello che interessa è che questa storia è una nostra Storia.

Due ragazzine di dodici anni si ritrovano il sabato sera a casa di un amico e si fanno riprendere da lui con il cellulare in primo piano mentre per un minuto si sono date un bacio intenso e profondo. Un video da condividere subito attraverso WhatsApp ai diversi gruppi cui appartengono, che ha portato in brevissimo ad uno sharing selvaggio negli schermi di adolescenti amici ed amici di amici, di quell’età, più grandi e più piccoli, nel sistema di reti scolastico-amicali-di tempo libero che ognuno di loro ha.

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Misericordina. Perché non è evangelizzazione guerriglia

Bergoglio alla finestra

La necessità della Chiesa di raccordarsi ai linguaggi della contemporaneità è una cifra a cui ci ha abituati Papa Francesco, attraverso gesti comunicativi rilevanti dal punto di vista mediale. Così Domenica all’Angelus, affacciato al balcone di Piazza San Pietro ha dato vita ad una vera e propria operazione di guerriglia marketing coinvolgendo la “tribe” di fedeli per avere classiche ricadute di visibilità sui media generalisti.

bugiardino

Adesso vorrei consigliare a tutti voi una medicina. E’ una medicina speciale, non è che il Papa adesso fa il farmacista. Vorrei suggerire a tutti voi che siete qui in piazza – ha spiegato – un modo per concretizzare i frutti dell’Anno della Fede, che volge al termine. E’ una medicina di 59 grani intracordiali. Si tratta di una ‘medicina spirituale’ chiamata “Misericordina”. E’ contenuta in una scatoletta, e alcuni volontari la distribuiranno a voi mentre lasciate la piazza.

Ventimila scatole in Italiano, Inglese, Polacco e Spagnolo.

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