Il terremoto che corre su Twitter (tacendo i media): tra fatti e testimonianze organizzate dalla timeline

[immagine di geolocalizzazione dei Tweet che ho estratto alle ore 10.23]

Il terremoto di questa notte ci ha svegliati con la preoccupazione di informarci per capire cosa stava succedendo, l’entità della scossa, dove fosse l’epicentro. La cosa più naturale è stata correre su Twitter. Per quasi 40 minuti era la sola fonte informativa disponibile. La televisione dava altro – difficile mettere in moto la macchina per la diretta nella notte. Il sito dell’Ansa era crollato sotto l’eccesso di richieste di contatto. Inutilmente crollato perché alle 5 del mattino ancora non forniva nessuna notizia su quanto stava accadendo.

Allora restava Twitter, con i tweet dei tuoi amici che geolocalizzavano la scossa e la sua entità, mettendo a fuoco l’evento. Milano, Genova, Bologna, Modena, Venezia, Ferrara … finché @gluca non ha postato l’immagine di casa con gli oggetti a terra e in pochi secondi davanti a me avevo già visualizzato l’epicentro emotivo.

Si sono succeduti i racconti di ansie e preoccupazioni, con il loro carico di comunicazione fàtica che serviva a gestire il carico emozionale di chi viene svegliato nel mezzo della notte da un letto che traballa e vede oscillare il lampadario per lunghissimi secondi. Lo si vede soprattutto dal rapporto tra numero di tweet e retweet – 59% (elaborazione mia da Tweet Charts su due ore campione). Il terremoto è andato così in diretta su Twitter.

Ma Twitter questa notte non è stato solo testimonianza di chi si trova di fronte ad un fatto e lo racconta o la messa in connessione delle emozioni. Le prime informazioni su epicentro e magnitudo sono comparse da chi ha twittato i dati dei sismografi, i primi consigli sono stati dati da profili di persone che si occupano di sicurezza. Molti hanno messo a frutto la loro creatività e competenza per mappare gli eventi restituendo una sintesi efficace e geolocalizzata che ha il sapore di un’informazione  costruita collettivamente dai cittadini.

Come la mappa aggiornabile in tempo reale con segnalazioni di video, news, ecc. (la segnala anche Massimo).

A seguire abbiamo avuto le molte immagini scattate e messe online dai cittadini, le stesse che troveremo sulle testate online stamattina assieme ad un liveblogging dei tweet che di ora in ora si fa più confuso perché cresce un rumore di fondo che i media non filtrano. La mia timeline sì. Posso distinguere fra i contenuti di un #hashtag #terremoto che aggrega tutto e un filtro curato di quei contatti che nella notte sono stati informativi e continuano ad esserlo in queste ore: il mio canale pubblico/privato che in un mix fra competenza (selezione e cura) e presenza sui luoghi (testimonianza) mi restituisce una fotografia in tempo reale.

Per questo le istituzioni, come la Protezione Civile, avrei voluto fosse presente da subito su Twitter, per lasciare curare le informazioni a chi lo fa di mestiere e può rispondere attraverso un mezzo diffusivo e potente (e che può raggiungere anche le persone in strada grazie alla mobilità delle connessioni socialmediali) aiutando a gestire i momenti di crisi. Per questa volta ci siamo arrangiati tra noi, con le nostre reti emotive che quando serve possono diventare un luogo in cui auto-organizzare fatti e testimonianze.

Update:

Credo sia importante anche ricordare che in momenti come questi ci siano anche informazioni intrusive e collaterali ma spesso preoccupanti e stranianti. Red Ronnie (personaggio pubblico con oltre 24.500 follower su @RedRonnieRoxy) ha twittato per moltissime ora alla sua timeline spesso retwittando umori, emozioni, visioni e fatti sul terremoto. E’ stato per molti il collante di connessione di quelle ore (non tutto il “pubblico” su Twitter che magari è entrato per seguire personaggi famosi sa usare gli #hashtag). Ad esempio ‏@Guido0669 scrive “Caro @RedRonnieRoxy ribadisco: stanotte sei stato il VERO servizio pubblico X ore nessuna rete TV sulla notizia in tempo reale!!#terremoto”. Non i tweet aggregati attorno a #terremoto ma  @RedRonnieRoxy. Una funzione importante che una celebrity può avere, quindi. Quello che turba è quando twitta, quasi da subito, la relazione fra il terremoto e le profezie dei Maya.

Ecco, questo miscelarsi fra fatti e pure opinioni (millenariste) lo trovo un servizio scarsamente informativo. Ma, potremmo dire, ognuno ha la timeline che si merita (che è costruito). Il fatto veramente grave a livello informativo, per me, è che SKYTG24 e TG1 (servizio a pagamento e servizio pubblico pagato da un canone) lo abbiano chiamato per avere una sua testimonianza rilanciando ai telespettatori la relazione fra terremoto e Maya. Ecco questa credo sia un bruttissimo modo di fare informazione.

 


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12 pensieri su “Il terremoto che corre su Twitter (tacendo i media): tra fatti e testimonianze organizzate dalla timeline”

  1. E’ UNA VERGOGNA

    L’INVIATO DEL TG1 CONTINUA A PRENDERCI PER I FONDELLI.
    HA APPENA ASSERITO CHE SI DOVRA’ SPOSTARE DALLA SUA POSIZIONE DAVANTI AL MUNICIPIO DI S’AGOSTINO PERCHE’ STA PER CROLLARE, MENTRE IL BUGIARDO SI TROVA DA SEMPRE AL SICURO IN QUALCHE STUDIO E ALLE SUE SPALLE VIENE PROIETTATA UNA FOTO DEL MUNICIPIO…

  2. When someone writes an paragraph he/she maintains the
    image of a user in his/her mind that how a user can be aware
    of it. So that’s why this article is great. Thanks!

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